È arrivato l'ultimo Caravaggio. A Milano, il 17 dicembre, Regione Lombardia ha chiuso il capitolo della fornitura dei 214 nuovi treni a Trenord — un piano iniziato anni fa, concluso nel rispetto dei tempi, con un investimento di oltre 1,7 miliardi di euro.
Il presidente Attilio Fontana e l'assessore ai Trasporti Franco Lucente l'hanno annunciato così: impegno mantenuto. Non slogan. I numeri parlavano da soli. La flotta lombarda è oggi la più giovane mai avuta — età media 12 anni. Prima era vecchia, obsoleta, inaffidabile. Ora no.
I treni consegnati sono 30 Colleoni, 61 Donizetti, 123 Caravaggio. Di questi ultimi, 26 già volano verso Malpensa ogni giorno, con i passeggeri che notano sedili nuovi, spazi diversi, una sensazione completamente diversa rispetto ai vecchi convogli. Altri 26 Caravaggio andranno a Orio al Serio quando l'aeroporto bergamasco avrà completato i suoi lavori.
La Regione non ha fatto promesse vaghe. Ha scelto materiale rotabile moderno — doppio piano, alta capacità — e lo ha messo in circolazione. Il servizio è migliorato. Fermi ridotti, puntualità aumentata, meno affollamento nei periodi critici. Per i pendolari significa ore meno stressanti, per l'economia regionale significa competitività.
Ma il vero punto è questo: non è finito qui. Entro il 2026 arriveranno altri 13 Caravaggio — cinque per gli aeroporti, otto nella versione Regio Express per le linee veloci. A fine gennaio 2026 chiude anche il bando Ferrovienord per 16 nuovi treni ad alta capacità, altri 403 milioni di euro. Sono investimenti che non si vedono sui giornali ogni giorno, ma che cambiano il modo in cui una regione funziona.
Franco Lucente ha parlato di sforzo senza precedenti. Non è retorica. Coordinare fornitori internazionali, gestire una flotta in transizione, mantenere i servizi durante il cambio generazionale dei mezzi — tutto questo mentre il sistema ferroviario lombardo continua a muovere milioni di passeggeri ogni anno. È organizzazione pura.
Fontana e Lucente parlano di mobilità moderna, efficiente, competitiva. Suona bene, certo. Ma il punto vero è che il trasporto pubblico non è solo un servizio — è quello che decide se una regione funziona davvero o rimane indietro. La Lombardia ha scelto di investire pesantemente. Non è retorica, è scelta concreta.
Informazioni sul piano ferroviario
Quando Regione Lombardia ha deciso di rinnovare la flotta, ha scelto di non fare mezze misure. 214 treni nuovi, quasi due miliardi di investimento. I Colleoni sono 30, i Donizetti 61. Ma i Caravaggio — quelli sono il cuore del progetto — sono 123. Ventisei di questi già corrono verso Malpensa ogni mattina. Gli altri arriveranno a Orio al Serio quando l'aeroporto sarà pronto.
A dicembre 2025 la consegna si è conclusa. L'età media dei treni lombardi è crollata a 12 anni. Prima era una flotta vecchia, stanca. Ora è la più giovane che la Lombardia abbia mai avuto. Non è solo un numero: significa convogli che partono all'ora, treni che reggono il carico senza sfiancarsi, manutenzione ridotta.
Il piano non finisce qui. Trenord avrà altri 13 Caravaggio entro il 2026 — cinque per gli aeroporti, otto in versione Regio Express. Nel frattempo Ferrovienord ha lanciato una gara per 16 nuovi treni ad alta capacità, altri 403 milioni. La scadenza è fine gennaio 2026. Questi convogli correranno sulle linee veloci lombarde e verso la Svizzera. È la continuazione naturale di un piano che non si ferma.
Glossario
- Caravaggio: treno doppio piano ad alta capacità, progettato da Hitachi Rail per le reti regionali.
- Regio Express: servizio ferroviario veloce con fermate limitate tra le principali città.
- Ferrovienord: gestore della rete ferroviaria lombarda, controllata da FNM.