Cinque appartamenti confiscati alla criminalità organizzata diventeranno nuove case di accoglienza per donne che stanno completando il loro percorso di fuoriuscita dalla violenza. A partire da dicembre 2025, gli alloggi entreranno ufficialmente nel sistema di interventi coordinato dal Comune di Milano, offrendo un luogo sicuro e temporaneo dove ricostruire la propria autonomia, anche insieme ai figli.
Gli spazi, monolocali e bilocali situati in diverse zone della città, verranno concessi in comodato d’uso gratuito alla Fondazione Somaschi Onlus, che li gestirà in rete con le associazioni Farsi Prossimo, La Strada e Telefono Donna. È un passaggio concreto nel programma milanese di riutilizzo dei beni confiscati, che negli ultimi anni ha trasformato oltre cinquanta immobili in risorse sociali a servizio della comunità.
L’iniziativa segna un passo decisivo nella rete di supporto cittadina alle donne vittime di violenza, in particolare nella fase più delicata: quella del ritorno alla vita autonoma. “Alla fine di un percorso di liberazione dalla violenza — ha spiegato l’assessore al Welfare e Salute, Lamberto Bertolé — è possibile che una donna e i suoi figli abbiano bisogno di un ambiente protetto dove mettere alla prova l’autonomia raggiunta. Questi appartamenti offrono l’opportunità di affrontare la transizione con serenità, trasformando luoghi di illegalità in occasioni di riscatto e libertà”.
Le ospiti potranno restare negli alloggi per un periodo massimo di 12 mesi, prorogabili fino a 24, con un accompagnamento sociale ed educativo leggero. Saranno accolte solo donne prese in carico da un Centro Antiviolenza o già ospitate in una Casa rifugio, pronte a gestire in autonomia la quotidianità grazie a un reddito stabile o a contributi economici. Dovranno sostenere le spese ordinarie — utenze, condominio e un piccolo contributo per la locazione — come tappa verso l’indipendenza abitativa.
Il progetto, inserito nel più ampio piano cittadino contro le discriminazioni, riceverà un finanziamento comunale di 9mila euro per la preparazione degli alloggi. L’arredamento, invece, sarà garantito grazie a fondi del Fondo sociale europeo, che sostiene anche altri interventi per l’inclusione e la coesione sociale. In questo modo, Milano conferma la propria linea di sviluppo urbano orientata al riuso etico e alla creazione di spazi di protezione per chi affronta la violenza di genere.
Informazioni sul progetto e gli enti coinvolti
Il progetto è promosso dal Comune di Milano attraverso la Rete Antiviolenza cittadina e coinvolge quattro enti del terzo settore: Fondazione Somaschi Onlus (responsabile della gestione), Farsi Prossimo, La Strada e Telefono Donna. Gli appartamenti concessi derivano da confische a contesti di criminalità organizzata e saranno utilizzati in comodato d’uso gratuito per l’accoglienza di donne in fase di autonomia.
L’intervento rientra tra le azioni di welfare abitativo finanziate con risorse comunali e con il sostegno del Fondo sociale europeo. Il Comune ha stanziato 9.000 euro per predisporre gli alloggi, mentre la rete degli enti gestori curerà l’accompagnamento educativo e sociale, con soggiorni di durata compresa tra 12 e 24 mesi. Si tratta di un modello sperimentale, volto a consolidare pratiche di riuso dei beni confiscati a fini sociali e di supporto all’autonomia femminile.
Glossario
- Comodato d’uso gratuito: forma di concessione in cui un bene viene affidato a un soggetto per un uso temporaneo senza corrispettivo economico.
- Beni confiscati: immobili o risorse sequestrati alla criminalità organizzata e trasferiti alla gestione pubblica per finalità sociali.
- Rete Antiviolenza: insieme coordinato di enti pubblici e privati che offrono supporto e protezione a vittime di violenza domestica o di genere.