Genitori separati e vedovi, la Lombardia aumenta gli aiuti. Ecco chi può ricevere fino a 2.500 euro

Genitori separati e vedovi, la Lombardia aumenta gli aiuti. Ecco chi può ricevere fino a 2.500 euro

La Regione Lombardia ha approvato il rifinanziamento di 'Accanto', il programma di sostegno economico destinato alle famiglie monoparentali in situazione di fragilità. Con questa decisione, la Giunta regionale stanzia 1,4 milioni di euro per il 2025 e altri 300mila euro per il 2026, rafforzando una misura pensata specificamente per genitori separati, divorziati e vedovi che crescono figli minorenni o con disabilità grave.

La Regione gestisce il contributo tramite le Agenzie di Tutela della Salute (ATS) e lo eroga una sola volta, senza obbligo di restituzione. L'importo — tra 1.500 e 2.500 euro — cambia a seconda dell'ISEE di ciascuna famiglia. Non è semplicemente una dotazione economica: il programma prevede un accompagnamento educativo e relazionale affidato ai Centri per la Famiglia, che rappresentano il punto di ingresso per accedere alla misura.

L'assessore Elena Lucchini, responsabile della Famiglia e Solidarietà sociale in Regione, vede in questo rifinanziamento il riflesso di un impegno concreto: riconoscere che separazioni, divorzi e lutti non generano solo difficoltà economiche, ma trasformano profondamente la struttura della famiglia. È una consapevolezza che cambia l'approccio — dalla semplice erogazione di denaro a un accompagnamento che tiene conto della complessità emotiva e relazionale. "Il coinvolgimento dei Centri per la Famiglia", ha precisato Lucchini, "ci permette di offrire un sostegno non solo economico, ma anche educativo".

Il denaro copre tre aree critiche della vita familiare. La prima riguarda la cura e la crescita dei figli, comprendendo tutte le necessità direttamente connesse al loro sviluppo psicofisico. La seconda copre il percorso educativo e relazionale, dalle scuole ai servizi scolastici fino ai programmi di sostegno psicologico. La terza è dedicata ai sostegni abitativi: canone d'affitto, rate mutuo e altre spese legate alla stabilità della residenza. Questa articolazione riflette una comprensione profonda: una famiglia monoparentale non affronta una singola criticità, bensì una molteplicità di pressioni economiche simultanee.

Per accedere al programma, i genitori devono rivolgersi al Centro per la Famiglia territorialmente competente e sottoscrivere un Patto di corresponsabilità. Non è una mera procedura amministrativa, ma un impegno consapevole che prevede un percorso di accompagnamento e monitoraggio. La domanda viene poi presentata tramite la piattaforma 'Bandi e Servizi', il portale regionale dedicato alla gestione delle agevolazioni pubbliche. Il coinvolgimento dei Centri consente di offrire un aiuto che va oltre il trasferimento di denaro, incorporando supporto educativo e relazionale.

L'iniziativa non è una misura isolata, bensì parte di una strategia più ampia. La Regione Lombardia l'ha inserita nell'Obiettivo 2.2.3 del Piano Regionale della Salute e del Sociale, che si occupa di "promuovere e sostenere la famiglia in tutto il ciclo di vita". Cosa significa in concreto? Che la Regione riconosce le fasi critiche — separazione, lutto, malattia — come momenti che vanno affrontati con politiche dedicate, non con interventi generici. Il riferimento alle leggi regionali 18/2014 e 23/1999 offre il quadro normativo necessario per questa scelta.

L'allargamento della platea beneficiaria include anche figli maggiorenni con disabilità grave, secondo l'articolo 3, comma 3, della legge 104/1992. Questa scelta riconosce una realtà che molte famiglie monoparentali affrontano quotidianamente: il duplice carico di una separazione e della gestione di un figlio con necessità speciali. In questi casi, le responsabilità genitoriali si estendono ben oltre la maggiore età, e il contributo regionale interviene su questa consapevolezza.


Informazioni

ElementoDettaglio
MisuraAccanto: sostegno per genitori separati, divorziati e vedovi
Finanziamento 20251.400.000 euro
Finanziamento 2026300.000 euro
Contributo individuale1.500–2.500 euro (a fondo perduto, graduato ISEE)
DestinatariGenitori separati, divorziati, vedovi con figli minorenni o maggiorenni con disabilità grave
Punto di accessoCentri per la Famiglia territoriali
DomandaPiattaforma "Bandi e Servizi" regionale
Spese coperteCura e crescita figli, istruzione, sostegni abitativi (affitto, mutuo)
Riferimento normativoLeggi regionali 18/2014 e 23/1999; Obiettivo PRSS 2.2.3
Strumento di accessoPatto di corresponsabilità presso Centro per la Famiglia
Assessore responsabileElena Lucchini (Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità, Pari Opportunità)

Glossario

  • ISEE: Indicatore della Situazione Economica Equivalente, strumento utilizzato per valutare la condizione economica di una famiglia ai fini dell'accesso a prestazioni sociali agevolate. Permette di calibrare i contributi in base al reddito e alle disponibilità economiche effettive del nucleo.
  • Centro per la Famiglia: Struttura territoriale che offre servizi di consulenza, supporto relazionale e accompagnamento a nuclei familiari in situazione di difficoltà. Nel caso di 'Accanto', rappresenta il punto di ingresso per completare la domanda e sottoscrivere il Patto di corresponsabilità.
  • Patto di corresponsabilità: Accordo formale sottoscritto tra il genitore e il servizio territoriale, che impegna entrambi in un percorso di accompagnamento e monitoraggio dei risultati raggiunti nel supporto ai figli.
  • Fondo perduto: Contributo economico che non deve essere restituito, a differenza di un prestito o di una concessione soggetta a rimborso.
  • Disabilità grave: Condizione di disabilità severa così come definita dalla legge 104/1992. Comporta diritti e tutele specifiche, inclusa l'estensione dell'intervento oltre la maggiore età del figlio.