Il 5 giugno la ASL Roma 1 ha lanciato il progetto La prevenzione sotto casa, un’iniziativa che integra screening oncologici e medicina di prossimità, grazie a un’unità mobile che nei prossimi mesi farà 50 tappe nei sei distretti territoriali.
Coinvolgimento delle istituzioni
Alla presentazione erano presenti:
- Giuseppe Quinavalle, direttore generale ASL Roma 1
- Monica Moriconi, delegata del sindaco
- Prof. Massimo Andreoni
- Enrico Di Rosa, direttore SISP ASL Roma 1
- Carlo Turci, direttore Dipartimento Professioni Sanitarie
- Gennaro Cerone, dirigente medico
- Marco Della Porta, presidente Municipio XIV
- Oltre a personale sanitario e associazioni locali.
Scelte guidate dai dati
La selezione delle sedi si basa su:
- caratteristiche sociodemografiche
- distanza dagli ambulatori e punti servizi
- tassi di adesione agli screening
- incidenza delle patologie oncologiche
- copertura vaccinale per l’HPV
Obiettivi e modello operativo
Lo scopo è:
- portare screening e servizi sanitari direttamente dove serve
- aumentare la promozione della salute con un modello integrato (screening, ambulatori, vaccinazioni)
- rafforzare l’empowerment dei cittadini tramite consulenze, informazione e formazione
- impiego di infermieri, ostetriche, fisioterapisti, dietisti e assistenti sociali ASL
Esperienze precedenti
Il Camper della Salute ha già operato in:
- Tennis and Friends
- incontri del SaMiFo
- Primavera in Salute, presso l’Università La Sapienza, dove sono state erogate oltre 200 vaccinazioni per l’HPV in un solo giorno
Le voci dei protagonisti
“Noi oggi diamo un messaggio per il futuro: non dobbiamo solo curare i malati, ma dobbiamo non curare i sani di oggi, prevenendo le loro patologie tramite un modello di sanità proattiva e che non aspetta l’insorgere delle patologie” – ha detto Angelo Quintavalle, Direttore Generale ASL Roma 1.
“Questo programma è innovativo sin dai suoi presupposto metodologici: abbiamo stratificato la popolazione secondo dei target, arrivando a individuare delle aree dove ci possono essere problemi di salute non manifesti, oppure dove più semplicemente non arriviamo fisicamente. Grazie al truck ci stiamo avvicinando agli standard regionali, ma la sfida deve essere complessiva: entrare nelle zone dove i cittadini non ci percepiscono.
L’obiettivo deve essere superare la centralità dell’ospedale creando un modello di territorio, comunicando con i cittadini anche tramite le strutture della società civile come parrocchie, centri anziani e punti di aggregazione. Solo così riusciremo ad arrivare preparati alle sfide che ci si presenteranno domani.”
Il progetto non si limita a spostare un ambulatorio su ruote, ma nasce da un lavoro approfondito sulla distribuzione reale dei bisogni sanitari.
“Si tratta di un modello itinerante, un’iniziativa che ha già dato risultati sia qui in ASL Roma 1 che a livello nazionale, che nasce nell’ambito delle iniziative messe già in piedi per l’incremento dello screening oncologico” – ha spiegato Gennaro Cerone, coordinatore del progetto.
“Su tutti e tre i programmi di screening oncologici siamo in un trend di costante aumento rispetto al 2024, e questo perché non stiamo semplicemente facendo girare l’ambulatorio mobile, ma perché ci siamo tarati sulle esigenze stimate della popolazione. Abbiamo stratificato la popolazione e sub-stratificato le aree dei distretti con il Dipartimento di Epidemiologia e i Direttori di Distretto, è stato un lavoro a più mani che ci ha permesso di avere più dati a disposizione e di proporre un programma all’avanguardia e che non lascia nessuno indietro”.
Il truck è anche uno strumento per cambiare l’approccio alla prevenzione, valorizzando il ruolo delle professioni sanitarie sul campo.
“È un progetto innovativo perché valorizza tutte le professionalità della ASL, non sono i medici ma anche infermieri, ostetriche, fisioterapisti, assistenti sociali” – ha detto Carlo Turci, Direttore del Dipartimento delle Professioni Sanitarie e Sociali.
“L’occasione è nostra ma anche della cittadinanza, perché il camper porta i servizi vicino al cittadino, rompe gli schemi tradizionali della cura e si avvicina ai cittadini. La sinergia fra i vari servizi, dai dipartimenti sino ai distretti, ci permette di avvicinare le criticità di ogni territorio, portando la nostra conoscenza dei problemi sino ai cittadini. Siamo consapevoli che la prevenzione si gioca su vari tavoli, e il Dipartimento delle Professioni Sanitarie e Sociali gioca un ruolo importante insieme agli altri servizi”.
Il lavoro sulla comunicazione è stato decisivo. È cambiato il modo di contattare le persone, ed è questo che ha fatto la differenza.
“Devo ringraziare il Direttore Quintavalle – ha concluso Enrico Di Rosa, Direttore del Servizio Igiene Sanità Pubblica (SISP) – perché sin dal suo insediamento ha capito subito che occorreva intervenire in maniera incisiva sugli screening oncologici, dove eravamo veramente carenti.
Dovevamo aumentare l’offerta, ma sapevamo che bisognava fare qualcosa di più e questo lo abbiamo fatto avvicinandoci ai cittadini anche tramite la comunicazione.
Siamo passati dalle convocazioni cartacee a quelle telefoniche, stabilendo anche un contatto diretto con i cittadini. Abbiamo riscontrato interesse e partecipazione, ma anche la difficoltà di alcune persone di accedere ai servizi. Il truck risponde a questa esigenza: ci permette di promuovere la salute in maniera attiva, ampliando l’offerta e la platea tramite un’azione unica, consapevoli che la prevenzione deve essere vicina e facile da raggiungere”.
Glossario
- Stratificazione: suddivisione della popolazione in base a fattori di rischio e caratteristiche demografiche.
- Screening oncologico: indagini preventive per individuare tumori in stadio precoce.
- Medicina di prossimità: servizi sanitari offerti direttamente nei quartieri o nelle aree di comunità.
- Empowerment: rafforzamento delle competenze dei cittadini per gestire la propria salute.