Il 27 maggio, nel Salone del Commendatore del Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, si è tenuto il convegno nazionale sulle Linee Guida per il trattamento del Disturbo da Uso di Alcol (DUA), pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità. Il documento, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Epidemiologia SSR Lazio – ASL Roma 1 e promosso dal CRARL della ASL Roma 1, è frutto di un lavoro congiunto tra dieci ASL della Regione, le principali società scientifiche italiane sul tema alcol e vari centri di riferimento a livello nazionale.
Un documento condiviso, con approccio clinico e sistemico
Il convegno ha visto la partecipazione del Direttore Generale della ASL Roma 1 Giuseppe Quintavalle, dell’onorevole Franco Zaffini (Presidente della 10ª Commissione permanente del Senato), del direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute Sergio Iavicoli e dell’ex senatore Giuseppe Lumia.
Le Linee Guida contengono nove raccomandazioni operative, basate su evidenze aggiornate, pensate per essere applicabili nei diversi contesti clinici e istituzionali, sia ospedalieri che territoriali. Oltre agli aspetti medici, il testo affronta anche le implicazioni organizzative ed economiche legate alla gestione del disturbo.
Il professor Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità e co-direttore scientifico del convegno, ha spiegato:
“Le Linee Guida favoriscono l’applicazione delle migliori evidenze disponibili e aiutano a uniformare gli approcci terapeutici nei servizi pubblici. Non parliamo solo di farmaci, ma di percorsi integrati, basati su interventi bio-psico-sociali”.
L’impatto del disturbo da alcol: numeri e storie
Ogni anno, nel mondo, il consumo di alcol causa 2,6 milioni di morti, con il 75% dei decessi tra gli uomini e il resto tra le donne. Colpisce soprattutto i giovani: nella fascia 20–39 anni, oltre uno su otto decessi è legato all’alcol.
In Italia, ci sono circa 8 milioni di persone a rischio per abusi alcolici. Di queste, 800 mila hanno bisogno di cure specialistiche. Ma solo 7 su 100 riescono a entrare in un percorso di cura del SSN, meno di 70 mila individui. Dietro a questi numeri ci sono vite interrotte, famiglie strette dall’ansia e costi sociali che crescono ogni giorno.