Milano — C’è un filo sottile che attraversa l’edizione 2025 della Milano Design Week. Non si vede, ma si sente. È il design che si fa strumento, voce, linguaggio diretto. Non decora, racconta. Non celebra, connette. Una serie di progetti distribuiti tra centro e periferie mette al centro temi concreti: accessibilità, inclusione, fragilità, rigenerazione urbana, ambiente. Senza proclami, ma con scelte chiare, oggetti da toccare, installazioni che invitano a fermarsi, partecipare, pensare. Alcuni resteranno anche dopo la chiusura della settimana, segno di un impatto che punta a durare.
Esperienze sensoriali e linguaggi tattili
“All the Feels” nasce dall’incontro tra l’artista Ramak Fazel e la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano. Il progetto propone un percorso sensoriale pensato anche per chi vive la realtà attraverso altri canali, con un approccio inclusivo che coinvolge vista, tatto, suono. L’idea non è “adattare”, ma creare uno spazio comune che parli a tutti.
In linea con questo approccio anche “Variations – Adrenalina x DebonaDemeo”, parte del programma MoscaPartners. Il brand Adrenalina, insieme allo studio DebonaDemeo, ha lavorato con il Museo Tattile Statale Omero e l’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza di Bologna per ideare arredi fruibili anche da chi ha disabilità visive. La forma, la texture e la disposizione sono pensate per orientare, accogliere e comunicare.
Spazi marginali e nuove geografie
Ai Magazzini Raccordati, zona Stazione Centrale, Dropcity porta “Prison Times – Spatial Dynamics of Penal Environments”. Si parla di carcere, di ambienti pensati per contenere e limitare. L’esposizione raccoglie elementi d’arredo progettati per istituti di pena, in Italia e all’estero. Il design entra dove spesso si pensa non serva, e invece racconta molto: di dignità, quotidianità, relazioni.
“We Will Design – Performing Architecture” si espande nelle periferie urbane. Qui il design non arriva per sistemare, ma per mettersi in ascolto. Quartieri meno coinvolti nei circuiti culturali della città diventano parte attiva del racconto, ospitando laboratori e interventi costruiti con chi li abita.
Animali, simboli, territori
“Elephantotem” è una pittoscultura firmata Arthemisia, rielaborata per l’occasione con una nuova illuminazione. Il soggetto – un elefante indiano – non è decorativo: è il centro di una campagna di sensibilizzazione sulla sua progressiva estinzione. L’opera diventa un totem urbano, un modo per accendere l’attenzione su una specie in pericolo.
Un altro intervento arriva da Tortona Design Week, insieme all’associazione L’Abbraccio. Si chiama “Foret des Signes – Conception pour Benin”. Al centro, un banco informativo racconta le attività dell’associazione e lancia una sfida ai giovani designer: ripensare gli spazi dell’Hôpital des Enfants, in una zona rurale del Benin, con segni, colori, decori. Un progetto concreto che mette in relazione due mondi solo all’apparenza distanti.
Corpi, territori, comunità
“Red is design not violence” è il titolo della campagna promossa da Bellosta Rubinetterie. In diversi punti della città compaiono diciassette sculture a forma di rubinetto. Sono giganti, rosse, impossibili da ignorare. Al loro fianco, messaggi scritti dai visitatori, adesivi lasciati come segno di vicinanza e rispetto. Il messaggio è diretto: la parità di genere non è un tema da data sul calendario, ma qualcosa che attraversa anche il design, la quotidianità, lo spazio urbano.
Chiude il cerchio “Il Giardino delle Delizie” dell’associazione T12 Lab. Nata nel 2014, l’associazione lavora sulla rigenerazione urbana e il design sociale, coinvolgendo comunità fragili. Stavolta succede in via Padova, al giardino della Cooperativa Sociale Comin. Giovani con disabilità, anziani con difficoltà motorie e studenti della NABA lavorano insieme a installazioni botaniche, orti sopraelevati, giochi sensoriali, performance teatrali. Ogni elemento è co-progettato, costruito per durare e restare vivo anche oltre la settimana del design. Un piccolo sistema che si alimenta di gesti, ascolto e presenza.
Glossario
- Adrenalina – Brand italiano di arredamento noto per le sue creazioni colorate e sperimentali.
- Arthemisia – Associazione culturale che promuove progetti artistici e sociali.
- DebonaDemeo – Studio di design con sede a Treviso, attivo nella ricerca progettuale e nell’uso di linguaggi alternativi.
- Dropcity – Centro di architettura e design attivo nei Magazzini Raccordati di Milano.
- Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano – Ente impegnato nell’educazione e nell’inclusione delle persone con disabilità visiva.
- Museo Tattile Statale Omero – Museo con sede ad Ancona, punto di riferimento per il design accessibile.
- NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, scuola di alta formazione artistica con sede a Milano.
- T12 Lab – Associazione attiva in progetti di rigenerazione urbana attraverso il design sociale.