Roma, 10 dicembre 2024 – Un approccio innovativo che guarda al futuro della salute mentale è stato protagonista questa mattina alle Corsie Sistine di Borgo Santo Spirito. Il convegno, intitolato “La Realtà Virtuale nei Dipartimenti di Salute Mentale Italiani”, ha riunito esperti e professionisti per esplorare l’integrazione della realtà virtuale (VR) nei percorsi di diagnosi, trattamento e riabilitazione psichiatrica.
Organizzato dalla ASL Roma 1, l’evento ha avuto un focus particolare sulla formazione ECM (Educazione Continua in Medicina), rivolgendosi a medici specialisti in psichiatria, neuropsichiatria infantile, psicologi e tecnici della riabilitazione psichiatrica (TeRP).
L’utilizzo della realtà virtuale: dalle fobie alla riabilitazione cognitiva
Negli ultimi anni, la realtà virtuale ha superato i confini del puro intrattenimento per affermarsi come uno strumento terapeutico d’avanguardia. Inizialmente concepita per affrontare fobie specifiche come agorafobia, paura delle altezze o stati di ansia, oggi la VR viene utilizzata in molteplici fasi del trattamento psichiatrico.
Tra i principali ambiti di applicazione:
- Diagnosi e valutazione: simulazioni immersive per identificare disturbi cognitivi e comportamentali con maggiore precisione.
- Riabilitazione cognitiva: programmi personalizzati per pazienti con deficit neuropsichiatrici.
- Trattamento delle fobie: percorsi di desensibilizzazione progressiva tramite esperienze simulate e controllate.
Un esempio emblematico è il supporto offerto ai ragazzi nello spettro autistico: applicazioni dedicate aiutano a sviluppare abilità sociali, gestire situazioni inaspettate e affrontare compiti quotidiani come fare la spesa o partecipare a eventi di gruppo.
La ASL Roma 1 in prima linea
Pioniera nell’introduzione della VR nei percorsi terapeutici, la ASL Roma 1 ha avviato il progetto nel novembre 2023, acquistando i primi visori e distribuendoli nei centri specializzati. Tra questi spicca il PIPSM (Polo Integrato di Psicologia e Salute Mentale) di via Francesco De Sanctis, dove i dispositivi sono impiegati per valutare aspetti neuro-cognitivi nei giovani di età compresa tra i 14 e i 25 anni.
Giuseppe Quintavalle, Commissario Straordinario della ASL Roma 1, ha sottolineato l’importanza di questa innovazione:
“La realtà virtuale è uno strumento fondamentale per migliorare la presa in carico dei pazienti. Stiamo entrando in una nuova era della salute mentale, dove la tecnologia ci consente diagnosi più precise e trattamenti più efficaci, riducendo tempi e risorse”.
Una rete nazionale per il futuro
Il convegno non si è limitato a presentare le esperienze della ASL Roma 1 ma ha aperto un dialogo sulla necessità di creare un network nazionale tra le aziende sanitarie. Giuseppe Ducci, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale, ha dichiarato:
“Stiamo cercando di costruire una rete condivisa per ottimizzare strumenti, conoscenze e approcci terapeutici. La realtà virtuale rappresenta un alleato insostituibile per il trattamento di disturbi complessi, incluse dipendenze e disturbi alimentari”.
Grazie alla tecnologia, è possibile simulare situazioni che il paziente percepisce come reali, migliorando non solo il processo diagnostico ma anche la capacità di affrontare condizioni critiche.
Dati tecnici e prossimi passi
- Visori VR in dotazione: 15 dispositivi distribuiti su 5 presidi sanitari.
- Popolazione target: pazienti con disturbi psichiatrici, fobie, disturbi del comportamento alimentare e giovani nello spettro autistico.
- Obiettivi futuri: espandere l’utilizzo della realtà virtuale a tutti i Dipartimenti di Salute Mentale italiani entro il 2025.
Glossario
- ECM – Educazione Continua in Medicina: programma formativo obbligatorio per gli operatori sanitari italiani.
- PIPSM – Polo Integrato di Psicologia e Salute Mentale.
- TeRP – Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica.
- VR – Virtual Reality, o realtà virtuale.