Teatro — Anche in casa si possono provare emozioni forti debutta alla Triennale di Milano

Teatro — Anche in casa si possono provare emozioni forti debutta alla Triennale di Milano

Caterina Filograno porta alla Triennale di Milano lo spettacolo Anche in casa si possono provare emozioni forti: due repliche, il 12 e 13 dicembre, dedicate a un’indagine sulle genealogie femminili e sull’eredità emotiva che attraversa le famiglie, raccontata attraverso parola, corpo e immagine.

Milano — Caterina Filograno presenta alla Triennale di Milano Anche in casa si possono provare emozioni forti: due repliche, il 12 e 13 dicembre, uno spettacolo che indaga le genealogie femminili e l’eredità emotiva delle famiglie attraverso parola, corpo e immagine.

La casa diventa qui territorio scenico e lente d’osservazione: un interno dove memoria, gesti e corpi si sovrappongono e si riscrivono. La drammaturgia prende forma dalla biografia dell’autrice e dalla sua esperienza familiare matriarcale, trasformata in materia teatrale per sondare come i legami affettivi sopravvivano o mutino nel tempo.

Il nucleo tematico è saldo e diretto — figure come la Grande Madre, la Sorella e la Figlia si susseguono e si ribaltano, restituendo contraddizioni e fratture senza edulcorazioni. Nella mia vita le donne sono state le mie più grandi amiche e le mie più grandi nemiche — parole dell’autrice che guidano la tessitura vocale dello spettacolo, dove la confessione privata si fa scena collettiva.

I costumi e la scena di Giuseppe Di Morabito producono una scrittura visiva potente: gli abiti agiscono come paesaggi, sculture in movimento che modificano lo spazio e accentuano le tensioni dei corpi. Qui il vestire non decora, ma costruisce relazioni drammaturgiche tra personaggi e ambiente.

La partitura corporea nasce dalla collaborazione con Ester Guntín, che struttura una fisicità di stratificazioni e risonanze. Il movimento dialoga con la parola, assume funzione narrativa e rimette in discussione la linearità della memoria, trasformando gesti quotidiani in dispositivi di significato.

Il cast, intenzionalmente intergenerazionale, riunisce Gloria Busti, Caterina Filograno, Francesca Porrini, Simona Senzacqua e Maria Grazia Sughi; la presenza di voci e corpi diversi accentua l’idea di eredità e discontinuità dentro uno stesso spazio domestico. Le apparizioni e i ritorni scandiscono il ritmo drammatico senza soluzioni di continuità fittizie.

Prodotto da Sardegna Teatro, Teatro Stabile di Torino — Teatro Nazionale e Teatri di Bari, lo spettacolo arriva a Milano dopo il debutto al Teatro Eliseo di Nuoro e repliche in sedi regionali; la tappa alla Triennale è parte di un percorso che continuerà in altre città italiane.

Dettagli e info

Spettacolo: Anche in casa si possono provare emozioni forti
Autrice e interprete: Caterina Filograno
Date e luogo (Milano): 12 e 13 dicembre — Triennale di Milano
Scena e costumi: Giuseppe Di Morabito
Coreografia / ricerca sul gesto: Ester Guntín
Cast: Gloria Busti; Caterina Filograno; Francesca Porrini; Simona Senzacqua; Maria Grazia Sughi
Produzione: Sardegna Teatro; Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale; Teatri di Bari
Debutto e repliche precedenti: Teatro Eliseo di Nuoro; Teatro delle Saline (Cagliari); Teatro Radar (Monopoli); Teatro Kismet (Bari)
Biglietti: disponibile su triennale.org (pagina evento)
Contatti produzione: Teatro di Sardegna — Viale Regina Margherita 33 interno 103, 09124 Cagliari; tel. +39.346.8843964; email: segreteria@sardegnateatro.it

Glossario

  • Genealogie femminili: insiemi di legami di parentela tra donne appartenenti a più generazioni, letti qui come trama emotiva e simbolica oltre che familiare.
  • Matriarcato: organizzazione familiare in cui la linea di discendenza e il peso decisionale passano principalmente attraverso le figure femminili.
  • Drammaturgia: costruzione del testo e dell’architettura narrativa di uno spettacolo, comprendendo dialoghi, struttura delle scene e dispositivi formali.
  • Partitura fisica: organizzazione dei gesti, dei movimenti e delle azioni sceniche degli interpreti, pensata come struttura dettagliata al pari di una partitura musicale.
  • Abiti–paesaggio: costumi concepiti come elementi scenografici che ridefiniscono lo spazio e il corpo dell’attore, contribuendo direttamente al senso dello spettacolo.