Scegli la Strada Giusta, al via il progetto di sicurezza nelle scuole della Capitale

Scegli la Strada Giusta, al via il progetto di sicurezza nelle scuole della Capitale

4 novembre 2025 — Roma. Si è tenuta oggi la presentazione del progetto #SceglilastradaGIUSTA, un’azione di sistema pensata per rafforzare la funzione educativa degli adulti e promuovere la prevenzione delle dipendenze tra i giovani. All’incontro hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, operatori sanitari e dirigenti scolastici: tra i relatori, Prof. Giulio Maira, Dott. Antonio Pignataro (Presidenza del Consiglio, Dipartimento per le politiche antidroga), Prof.ssa Maria Luisa Di Pietro (Università Cattolica del Sacro Cuore), Dott.ssa Maria Grazia Giannantonio (UOC Dipendenze ASL Roma 1), il Questore di Roma Roberto Massucci e il Direttore Generale Giuseppe Quintavalle della ASL Roma 1.

L’obiettivo dichiarato è radicare nei ragazzi la consapevolezza del proprio ruolo nella comunità e offrire strumenti concreti per scelte responsabili: il progetto parte con una serie di incontri valoriali e lezioni in classe, a partire dal 5 novembre, presso quattro istituti comprensivi cittadini.

La presentazione di oggi è stata pensata come una mappa di intenti — programmatica ma non solo. Il Questore di Roma Roberto Massucci ha aperto ricordando il nesso tra consumo di droghe e crimine: “Quello delle istituzioni insieme al servizio dei giovani è un impegno doveroso, che, da un lato, offre messaggi di fiducia verso le nuove generazioni e, dall’altro, consegna strumenti fondamentali per operare le giuste scelte nella crescita dei cittadini del futuro – ha esordito il Questore di Roma Roberto Massucci -. Ciò risulta particolarmente importante di fronte a fenomeni, come il consumo di droghe, che costituiscono spesso la base dei più rilevanti problemi di criminalità”.

L’impostazione del progetto è comunitaria: non una campagna spot, ma una rete (scuole, ASL, forze dell’ordine, università) che lavora su prevenzione ed educazione. Come ha sottolineato Dott. Antonio Pignataro, «Questa mancanza di consapevolezza [...] è dovuta a ideologie che hanno causato un lungo periodo di letargo e oggi, grazie al Presidente Giorgia Meloni e al Sottosegretario Mantovano, si sta cercando di superare l’indifferenza, il lassismo, la superficialità, e soprattutto la normalizzazione e sottovalutazione di un fenomeno così grave che ha causato la morte di migliaia di ragazzi e dolore in tante famiglie italiane». Parole durissime, che collocano il programma in un orizzonte politico oltre che sanitario.

Dal versante sanitario, la Prof.ssa Maria Luisa Di Pietro ha insistito su conoscenza e prevenzione: “Se gli interventi di contrasto svolgono un ruolo importante nell'arginare i fenomeni di dipendenza, è quanto mai necessario lavorare sulla prevenzione” e ha aggiunto che l’azione deve accompagnarsi alla «individuazione e alla minimizzazione dei fattori che portano a distorcere la reale rappresentazione del rischio e da una capillare e costante azione educativa». Due parole chiave ricorrono: informazione e life skills — competenze pratiche per gestire stress, relazioni e scelte quotidiane.

Il progetto entrerà nelle aule: a partire dal 5 novembre saranno coinvolti l’Istituto Comprensivo Pablo Neruda, l’Istituto Comprensivo Largo San Pio V, l’Istituto Comprensivo Rosetta Rossi e l’Istituto Comprensivo Don Roberto Sardelli. Le attività previste comprendono incontri valoriali con i soggetti istituzionali coinvolti, seguiti da lezioni per le singole classi su dipendenze patologiche e uso/abuso di alcol. Le scuole — hanno spiegato i dirigenti — accolgono l’iniziativa come uno strumento concreto per sviluppare consapevolezza, gestione dello stress e relazioni sane.

Le voci delle dirigenti scolastiche sono incline al pragmatismo: Daniela De Simone (IC Largo San Pio V) ha parlato della sinergia interistituzionale come «valore aggiunto prezioso», mentre Brunella Martini (IC Neruda) ha definito l’iniziativa «un percorso di crescita consapevole» per le classi della secondaria di primo grado. Stella Fiorillo (IC Rosetta Rossi) ha richiamato invece l’attenzione su «temi cruciali come la prevenzione delle dipendenze, la gestione dello stress e dell'ansia, l'importanza delle relazioni positive e la consapevolezza dei rischi legati alla malamovida» — frase che rimanda alla vita notturna come contesto di rischio per molti adolescenti. E ancora: Alessia Cossu (IC Don R. Sardelli) ha insistito sulla fiducia nel ruolo educativo condiviso.

Sul piano operativo, Giuseppe Quintavalle ha offerto un dato che pesa: «La nostra città ha circa 600 mila ragazzi sotto ai 25 anni, un terzo dei quali sono residenti della ASL Roma 1, proteggere loro vuol dire proteggere il nostro futuro». È un richiamo alla scala del problema: non si tratta di nicchie, ma di numeri che richiedono programmi diffusi e personale formato. In quest’ottica la Dott.ssa Maria Grazia Giannantonio ha richiamato il modello d’intervento: «I programmi si basano sul modello dell'influenza sociale e sull'educazione normativa e mirano al potenziamento delle competenze personali e sociali (life skills) dei ragazzi».

Il tono conclusivo è pratico: «Al di là di un approccio normativo o colpevolizzante – ha concluso la dott.ssa Berivi – è fondamentale aprire un dialogo diretto e sincero che permetta ai giovani di accedere a informazioni corrette e di conoscere modelli di scelta alternativi per affrontare le proprie difficoltà». Domanda implicita: come si passa dalle parole ai fatti, in classe e nel territorio? Le risposte arriveranno con la frequenza degli incontri e la qualità dei formatori.

Un dettaglio curioso emerso a margine — quasi un piccolo frammento di cronaca —: su una sedia dell’aula magna è stato lasciato un taccuino con esercizi di scrittura creativa di uno studente (sì, proprio lì, tra i relatori istituzionali). Piccolo segnale: l’attenzione ai ragazzi non è solo numero, è anche presenza concreta (e qualche volta disordine umano, che non guasta).

Le attività cominceranno il 5 novembre con le scuole indicate e proseguiranno nelle settimane successive, con interventi che dovrebbero estendersi progressivamente ad altri istituti. Non è una campagna lampo: la parola chiave rimane «rete» — rete di istituzioni, di operatori e di famiglie — necessaria per trasformare informazione e conoscenza in pratiche quotidiane di protezione e prevenzione.

Glossario

  • ASL Roma 1: Azienda Sanitaria Locale competente per gran parte del territorio romano coinvolto nel progetto.
  • life skills: competenze personali e sociali (es. gestione delle emozioni, decision making, comunicazione) mirate a ridurre comportamenti a rischio.
  • malamovida: termine usato per descrivere contesti di svago notturno a rischio (alcool, uso di sostanze, comportamenti pericolosi).
  • prevenzione: insieme di misure educative, informative e organizzative volte a ridurre la probabilità che si verifichino comportamenti dannosi.