Ex mercato di piazzale Selinunte: parte ”Tante idee per uno spazio”, il quartiere disegna il proprio futuro

Ex mercato di piazzale Selinunte: parte ”Tante idee per uno spazio”, il quartiere disegna il proprio futuro

A Milano, nell’ex mercato coperto di piazzale Selinunte, sta per partire un esperimento di partecipazione pubblica. Il Comune e la Camera di commercio uniscono le forze per capire, insieme ai residenti di San Siro, come trasformare quello spazio da anni in attesa di una nuova funzione. Sul tavolo ci sono fino a tre milioni di euro e un calendario di incontri che prenderà forma da novembre.

Il progetto è il primo intervento operativo del Piano di investimenti per la coesione sociale, che individua otto edifici da trasformare in spazi multifunzionali. L’obiettivo dichiarato è semplice: chiedere ai residenti — e in particolare ai giovani — che uso dare a quell’edificio, prima di decidere come investirlo. Il processo punta a raccogliere bisogni concreti attraverso questionari, interviste, passeggiate di quartiere e sessioni di co-design facilitate dal servizio #FacilitAmbiente della Camera di commercio. La partecipazione è libera e gratuita; informazioni e iscrizioni sono indicate via info@facilitambiente.it

La scelta di avviare un percorso partecipativo non è neutra: significa trasferire parte della progettazione dal tavolo tecnico alla quotidianità del quartiere. È una scelta che tende a combinare rigenerazione urbana a Milano con pratiche di coesione sociale nel quartiere San Siro. Detto così suona istituzionale; sul campo significa incontri in cui si contano persone, problemi di orari, idee pratiche — e qualche sorpresa.

Il calendario delle prime tappe è definito: 22 novembre, ore 10-13, passeggiata esplorativa e incontro di avvio; 6 dicembre, laboratori di co-design — mattina (9-13) per la comunità residente, pomeriggio (16-20) per associazioni, istituzioni e operatori interessati alla gestione futura. La presentazione pubblica dei risultati rimane in via di definizione; le proposte raccolte saranno inserite in un documento di restituzione pubblico che costituirà la base per le scelte successive.

Alla base del metodo c’è un assunto pratico: chi vive il luogo conosce i flussi, le carenze e le priorità. Per questo si insistono strumenti diversi — questionari online e cartacei, interviste a singoli, gruppi di lavoro, mappe disegnate a mano durante le passeggiate. Un dettaglio curioso (ma non poi così raro): nella prima riunione tecnica qualcuno ha portato una piantina fatta con pennarello e adesivi colorati — la mappa dei desideri, insomma — segno che molte idee nascono prima di tutto dall’osservazione del posto.

L’assessora alla Partecipazione e ai Quartieri, Gaia Romani, ha sottolineato che l’obiettivo è restituire l’ex mercato «al protagonismo di chi abita, lavora e anima questa parte di città», con attenzione alle voci meno ascoltate. Elena Vasco, Segretario Generale della Camera di commercio, ha richiamato l’importanza di mettere a disposizione competenze metodologiche per trasformare le soluzioni emerse in proposte realizzabili. Non è soltanto un esercizio formale: la sostenibilità gestionale delle idee sarà il banco di prova del processo.

Quali funzioni potrebbero emergere? Tra le ipotesi ricorrenti nelle esperienze simili: spazi per attività associative, servizi di prossimità, laboratori formativi, ambiti per attività culturali e microimprese locali. Ma il percorso chiede di non limitarsi alle ipotesi: serve che le soluzioni siano sostenibili (economicamente e logisticamente) e radicate nelle pratiche quotidiane del quartiere. Chi propone deve anche pensare a chi gestirà, come verrà finanziato e come si misurerà il successo — dettagli noiosi ma necessari.

La partecipazione pubblica è aperta: non si tratta di spettatori in platea. L’intenzione è trasformare proposte in regole, idee in programmi e, infine, in spazi utilizzabili. E allora la domanda che resta sul tavolo è semplice e diretta: chi decide davvero il futuro di uno spazio pubblico se non chi lo attraversa ogni giorno?

Le iscrizioni agli incontri sono aperte online, attraverso il form ufficiale del Comune di Milano: link diretto al modulo di registrazione

Il percorso prende il via a novembre e prosegue con i laboratori di dicembre; la restituzione pubblica dei risultati sarà il passaggio successivo e fungerà da cartina di partenza per la fase di riqualificazione. Sarà lì, sulle idee raccolte, che si misurerà la reale capacità del progetto di trasformare un edificio inutilizzato in uno spazio vivo e sostenibile per San Siro.

Glossario

  • Co-design: metodo partecipativo che coinvolge cittadini, stakeholder e tecnici nella progettazione condivisa di spazi e servizi.
  • FacilitAmbiente: servizio della Camera di commercio che supporta processi partecipativi e metodologie di facilitazione territoriale.
  • Rigenerazione urbana: interventi che trasformano edifici o aree non più utilizzate in risorse per la comunità.
  • Piano di investimenti per la coesione sociale: delibera comunale che individua interventi per riattivare spazi pubblici a uso collettivo.
  • Documento di restituzione: rapporto pubblico che raccoglie le proposte emerse durante il processo partecipativo e definisce raccomandazioni operative.

[ppie]Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi — FacilitAmbiente: supporto al percorso di co-design per l’ex mercato di piazzale Selinunte (18 ottobre 2025). [materiale fornito dall'utente (consultato 20 ottobre 2025)./ppie]