Una bambina di 8 anni è stata prelevata con la forza mentre si trovava a scuola. Trascinata via dalle autorità, è stata rinchiusa in un “Istituto speciale”, che la Professoressa Vincenza Palmieri definisce chiaramente: «Un manicomio per bambini».
Nessuno si è opposto. Né insegnanti né personale scolastico. La scena, racconta Palmieri, è stata di una violenza inaudita. Una violazione dei diritti umani. Una bambina trattata come una colpevole, mentre era solo una studentessa a scuola.
La madre, continua la Professoressa, aveva affidato la figlia alla scuola con fiducia, aspettandosi un luogo di crescita, sicurezza e istruzione. Invece, proprio in quel contesto, ha perso sua figlia. Una fiducia tradita.
La madre vedeva la scuola come un luogo di crescita e protezione.
La Professoressa Palmieri denuncia: lì che la madre ha perso sua figlia, a causa di un intervento violento e ingiustificato.
«Lo strappo della Famiglia diventa anche lo strappo della Fiducia. In cosa potrà credere quella bambina, allora?»
Nessuno, tranne la madre, ha fatto domande. Nessuno ha chiesto conto allo Stato, né al Ministero dell’Istruzione. Palmieri si chiede: «In questo caso, il merito dove risiede?»
E ancora: «Cosa ha fatto questa “bambina speciale” per meritare questo trattamento?»
Secondo quanto riportato, la madre ha subito lo stesso destino della figlia. Portata via con la forza, sottoposta a TSO e poi a una puntura depot mensile: una terapia farmacologica a lento rilascio, definita dalla Professoressa «una bomba di psicofarmaci», che di fatto diventa un trattamento obbligatorio a vita.
«Accade questo in Italia», sottolinea Palmieri, «non a una sola famiglia, ma a cento, a mille». Famiglie normali, come quella di Lina.
La Professoressa Palmieri conosceva la bambina. «Lina si ricordava di me, mi chiamava per nome. Imparava a memoria le poesie. Sapeva già leggere in prima elementare. Parlava più lingue. Viveva in una casa grande, con un giardino, piena di giochi e di amore.»
La madre si era opposta ai farmaci. Preferiva strumenti educativi: giochi intelligenti, musica, programmi di didattica efficace. «Il dissenso è diventato una colpa», afferma Palmieri.
Questa scelta, secondo la Professoressa, ha portato all’intervento della Filiera Psichiatrica, che ha isolato la bambina per il suo essere “diversa”. «Altro che merito», scrive, «non può permettersi di essere nemmeno un pizzico diversa.»
«Ecco il mondo in mano alla Filiera Psichiatrica: un mondo in cui i bambini non omologati vengono rinchiusi.»
Palmieri fa un paragone chiaro: «Non siamo più a Sparta, dove i bambini con disabilità venivano buttati giù dalla rupe. Oggi li chiudiamo negli istituti speciali.»
Quante Lina ci sono in Italia? Quanti bambini sono stati strappati ai genitori per la loro diversità? Quanti padri e madri sono stati sottoposti a TSO per aver tentato di impedirlo?
«Quando arrestiamo un bambino, arrestiamo tutta la sua famiglia.»
E in questi casi, aggiunge Palmieri, la condanna è un ergastolo di farmaci. Ma per chi opera in questa logica non è abbastanza. Per noi, invece, sì.
L’appello è netto: «Il nostro impegno è riportare Lina a casa. Riabilitare la madre. E con loro, tutte le mamme, tutti i bambini, tutte le famiglie.»
Glossario
- Filiera Psichiatrica: Catena di procedure, diagnosi e interventi gestiti da professionisti della salute mentale, spesso con approccio farmacologico.
- Istituto speciale: Struttura residenziale destinata a minori considerati in difficoltà psicologica o comportamentale.
- TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio): Intervento medico forzato, disposto con atto pubblico, rivolto a persone ritenute incapaci di decidere per sé.
- Depot: Farmaco iniettabile a rilascio lento, spesso usato in ambito psichiatrico.
- Diagnosi oppositiva: Etichettatura comportamentale usata in psichiatria infantile, riferita a bambini che si oppongono a regole o richieste.