Il Comitato speciale per l’agricoltura ha approvato il mandato negoziale del Consiglio europeo su un nuovo regolamento che punta a rafforzare la lotta contro le pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare, soprattutto quando coinvolgono soggetti in Stati membri diversi. La misura rappresenta un’evoluzione concreta delle norme già esistenti, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo degli agricoltori nella catena del valore.
"I nostri agricoltori meritano di guadagnare un equo tenore di vita dal loro lavoro. Con queste regole li proteggeremo meglio dalle pratiche commerciali sleali oltre confine e rafforzeremo la loro posizione nella filiera alimentare", ha dichiarato Czesław Siekierski, ministro polacco dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale.
Meccanismi previsti dal nuovo regolamento
Il testo introduce strumenti chiave per contrastare comportamenti scorretti tra fornitori e acquirenti di diversi paesi. Tra questi:
- Assistenza reciproca tra le autorità nazionali, che potranno scambiarsi informazioni e chiedere interventi operativi l’una all’altra.
- Azione coordinata nei casi che coinvolgono almeno tre Stati membri. In queste situazioni verrà nominato un coordinatore per garantire un approccio congiunto e coerente.
L’obiettivo è creare un sistema che renda più efficiente la risposta dell’UE in situazioni in cui il mercato interno viene compromesso da pratiche scorrette, spesso esercitate da grandi gruppi con maggiore potere contrattuale.
Rafforzamenti proposti dal Consiglio
Il Consiglio ha condiviso l’impianto generale della proposta della Commissione, ma ha introdotto alcune modifiche significative per rafforzarne l’efficacia:
- Inclusione delle pratiche sleali da parte di acquirenti extra-UE, per estendere la protezione agli agricoltori anche nelle relazioni con soggetti esterni all’Unione.
- Copertura dei costi nelle operazioni di assistenza tra Stati: chi richiede informazioni o azioni operative coprirà le spese sostenute da chi le esegue. Le eventuali sanzioni potranno essere usate per recuperare tali costi.
- Maggiore chiarezza sulle condizioni che giustificano un rifiuto a collaborare, da parte di uno Stato membro, in una richiesta proveniente da un’altra autorità nazionale.
- Precisazioni sulle regole di riservatezza e protezione dei dati, per evitare abusi o fughe di informazioni sensibili.
Un tassello nella strategia a lungo termine dell’UE
La nuova proposta si inserisce in un percorso iniziato nel 2019, con l’adozione della direttiva sulle pratiche sleali. In quell’occasione, l’attenzione era rivolta principalmente ai rapporti tra agricoltori e grandi compratori (come le catene della grande distribuzione). Negli anni successivi, l’esperienza applicativa ha evidenziato la necessità di affrontare anche il livello transfrontaliero delle relazioni commerciali.
Circa il 20% dei prodotti agricoli e alimentari consumati in un paese UE arriva da un altro Stato membro. È in questo contesto che si sviluppano dinamiche di squilibrio contrattuale, dove i fornitori, spesso piccoli o medi, si trovano in una posizione di debolezza rispetto a gruppi con maggiore capacità di pressione.
Il nuovo regolamento risponde alle raccomandazioni emerse durante il dialogo strategico sul futuro dell’agricoltura europea, tenutosi nei mesi scorsi, e si inserisce negli sforzi dell’UE per consolidare una filiera agroalimentare più equa.
I negoziati con il Parlamento europeo potranno iniziare non appena anche quest’ultimo avrà definito la propria posizione ufficiale.
Glossario
- Acquirenti extra-UE: Operatori commerciali con sede fuori dall’Unione Europea.
- Assistenza reciproca: Meccanismo attraverso il quale un’autorità nazionale può chiedere a un’altra di compiere azioni o fornire informazioni.
- Comitato speciale per l’agricoltura (CSA): Organo del Consiglio dell’UE incaricato di preparare i lavori sulle politiche agricole.
- Filiera agroalimentare: Catena di produzione, trasformazione e distribuzione dei prodotti agricoli e alimentari.
- Mandato negoziale: Documento che definisce la posizione del Consiglio nei negoziati con il Parlamento europeo.
- Pratiche commerciali sleali: Comportamenti che creano squilibri contrattuali, come ritardi nei pagamenti o cambiamenti unilaterali delle condizioni.