Inquinamento zero: il Consiglio concorda sulla riduzione delle dispersioni di pellet di plastica, anche nel trasporto marittimo

Inquinamento zero: il Consiglio concorda sulla riduzione delle dispersioni di pellet di plastica, anche nel trasporto marittimo

Il Consiglio dell’Unione Europea ha fatto un passo deciso verso una gestione più responsabile dell’inquinamento ambientale. Durante il recente incontro del 17 dicembre 2024, è stata raggiunta una posizione ufficiale sul nuovo regolamento per la prevenzione delle dispersioni di pellet di plastica lungo l’intera catena di approvvigionamento. Questa decisione rappresenta una risposta concreta alla crescente preoccupazione per le microplastiche, che continuano a minacciare ecosistemi marini e terrestri, nonché la salute umana.

Ma cosa sono i pellet di plastica e perché sono al centro di una regolamentazione così complessa? Questi piccoli granuli rappresentano la base per la produzione di una vasta gamma di prodotti in plastica. Tuttavia, a causa di manipolazioni inadeguate o incidenti, possono disperdersi nell’ambiente. Una volta rilasciati, si disperdono rapidamente per effetto del vento e dell’acqua, rendendo impossibile il loro recupero. Secondo i dati della Commissione Europea, nel 2019 sono state perse nell’ambiente tra 52.140 e 184.290 tonnellate di pellet, un volume che contribuisce significativamente al problema delle #microplastiche.

Una regolamentazione ambiziosa per un problema globale

La normativa proposta stabilisce obblighi specifici per operatori economici, vettori e navi marittime, coprendo tutte le fasi della filiera: dalla produzione al trasporto, fino alla pulizia dei contenitori usati per lo stoccaggio dei pellet. Questo approccio punta a ridurre le dispersioni di plastica fino al 74%, affrontando un problema che è ormai diventato una sfida globale.

Uno degli aspetti più innovativi del regolamento è l’introduzione di obblighi per le navi marittime, responsabili del trasporto di circa il 38% dei pellet movimentati nell’Unione Europea. Fino ad oggi, il trasporto marittimo era rimasto ai margini di normative simili, nonostante i rischi evidenti: incidenti come quello del 2023 sulla costa settentrionale della Spagna, che ha causato la dispersione di milioni di pellet nelle acque e lungo le spiagge della Galizia, hanno messo in luce la necessità di regole più stringenti.

Con le nuove misure, le navi dovranno garantire che i pellet siano trasportati in imballaggi sicuri e stoccati in zone protette. Inoltre, i vettori non europei dovranno nominare un rappresentante autorizzato nell’UE per garantire il rispetto delle norme, evitando disparità di trattamento rispetto ai vettori europei.

Obblighi per le imprese e certificazione

La normativa prevede che tutte le aziende che manipolano più di 5 tonnellate di pellet all’anno adottino misure preventive per ridurre al minimo le dispersioni. Le imprese più grandi, con volumi superiori a 1.000 tonnellate annue, saranno tenute a ottenere una certificazione da enti indipendenti per dimostrare la loro conformità. Per le piccole imprese, invece, è prevista una dichiarazione di conformità, con tempistiche più lunghe per l’adeguamento.

Oltre alla certificazione, gli operatori economici dovranno implementare un piano di gestione del rischio, che includa l’identificazione delle potenziali fonti di dispersione e l’adozione di misure per contenerle. Ogni piano sarà soggetto a ispezioni periodiche da parte delle autorità competenti, che avranno anche il compito di monitorare le registrazioni relative ai volumi di pellet gestiti e alle eventuali perdite.

Un aspetto cruciale è la trasparenza. Le autorità saranno tenute a rendere pubbliche le informazioni relative alla manipolazione dei pellet, inclusi i piani di gestione del rischio e i certificati di conformità, attraverso piattaforme online accessibili a tutti. Questo permetterà non solo un controllo pubblico, ma anche un maggiore coinvolgimento dei cittadini nella lotta contro l’inquinamento.

Impatto sulle microimprese e supporto degli Stati membri

Per evitare che le nuove norme rappresentino un peso eccessivo per le microimprese, il regolamento prevede deroghe e periodi di transizione più lunghi. Tuttavia, il principio fondamentale resta lo stesso: ogni operatore economico, indipendentemente dalle dimensioni, è chiamato a fare la propria parte.

Gli Stati membri avranno un ruolo chiave nell’implementazione delle misure, con la possibilità di adottare standard ancora più stringenti. Inoltre, saranno incoraggiati a fornire supporto tecnico e finanziario alle imprese per aiutarle ad adeguarsi alle nuove norme. Questo potrebbe includere la formazione del personale, l’accesso a tecnologie più avanzate e la creazione di incentivi economici.

Prossimi passi

Con il via libera del Consiglio, il regolamento passa ora alla fase dei negoziati con il Parlamento Europeo, che dovrebbero iniziare all’inizio del 2025. L’obiettivo è adottare una versione definitiva del testo entro la fine dell’anno, per entrare in vigore nei 27 Stati membri nel 2026.

Questa iniziativa fa parte di un impegno più ampio dell'UE per ridurre del 30% le emissioni di microplastiche entro il 2030, come indicato nel Green Deal europeo. Ma al di là degli obiettivi, il vero messaggio è chiaro: combattere l’inquinamento è una responsabilità che riguarda tutti. Non solo i governi e le imprese, ma ciascuno di noi, in qualità di cittadino, può fare la propria parte.

Glossario

  • Certificazione: Processo attraverso il quale un ente indipendente verifica che un'azienda rispetti determinati standard ambientali.
  • Green Deal Europeo: Strategia dell'UE per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
  • Microplastiche: Particelle di plastica inferiori a 5 mm, derivanti dalla frammentazione di rifiuti plastici più grandi.
  • Pellet di plastica: Piccoli granuli di plastica utilizzati come materia prima per la produzione industriale.
  • Rappresentante autorizzato: Persona o ente designato per rappresentare un'azienda non europea nell'UE, garantendo la conformità alle normative locali.