Il settore suinicolo italiano si trova di fronte a una sfida senza precedenti. Con l'entrata in vigore della nuova ordinanza sulla Peste Suina Africana (PSA), firmata dal commissario straordinario Giovanni Filippini, Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna sono chiamate ad adottare misure drastiche per contenere un virus che minaccia non solo la salute degli animali, ma anche un comparto economico di vitale importanza per l'Italia.
Le misure di prevenzione e biosicurezza previste dalla nuova ordinanza mirano a proteggere un patrimonio che solo in Lombardia rappresenta la metà del totale nazionale. Tuttavia, queste stesse misure, pur necessarie, hanno già iniziato a mostrare i loro effetti collaterali sulle aziende del settore. Pavia e Lodi, ad esempio, hanno subito pesanti trattamenti di depopolamento, una strategia obbligata per arginare la diffusione del virus, ma che sta avendo conseguenze economiche significative.
L’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, intervenendo a un webinar organizzato da Confagricoltura Mantova, ha sottolineato l'urgenza e la serietà della situazione. “Gli allevamenti devono diventare dei veri e propri fortini, non possiamo permetterci errori,” ha dichiarato Beduschi, evidenziando la necessità di trasformare gli allevamenti in luoghi altamente protetti per evitare ulteriori focolai. Il timore, infatti, è che la diffusione del virus possa avere ripercussioni devastanti sull'intera filiera, mettendo a rischio fino a 30 miliardi di euro di reddito per mancata esportazione.
La situazione è particolarmente critica per la Lombardia, la regione che alimenta le principali filiere nazionali dei salumi di pregio grazie al suo vasto patrimonio suinicolo. La diffusione della PSA in quest'area potrebbe avere effetti a catena su tutta l'industria alimentare italiana, compromettendo non solo la produzione locale, ma anche la reputazione dei prodotti made in Italy all'estero.
Giovanni Filippini, commissario straordinario per la PSA, ha quindi deciso di intervenire con una serie di misure più ferree e centralizzate, volte a garantire una maggiore efficacia nella prevenzione della malattia. Tra le novità introdotte dall'ordinanza, vi è l'obbligo per gli allevamenti di adeguarsi a nuovi standard di biosicurezza, che includono l'installazione di barriere fisiche, l'adozione di protocolli igienici rigorosi e la limitazione degli accessi esterni.
La PSA, che non è pericolosa per l'uomo ma letale per i suini, rappresenta una minaccia particolarmente insidiosa perché non esiste ancora un vaccino disponibile. Per questo motivo, il contenimento della malattia si basa interamente sulla prevenzione e sul controllo rigoroso delle pratiche zootecniche.
Nonostante le difficoltà, l'azione decisa delle autorità è stata accolta con favore dagli operatori del settore, che riconoscono la necessità di un approccio unificato e centralizzato per contrastare una minaccia che, se non controllata, potrebbe distruggere uno dei pilastri dell'economia agricola italiana. Tuttavia, rimane aperta la questione delle ripercussioni economiche a lungo termine per le aziende, che si trovano a dover gestire l'impatto delle nuove normative in un contesto già di per sé complesso.
Sarà fondamentale monitorare l'evoluzione della situazione nei prossimi mesi per valutare l'efficacia delle misure adottate e per considerare eventuali ulteriori interventi a supporto delle aziende colpite. In questo scenario, la collaborazione tra istituzioni e operatori del settore sarà cruciale per superare la crisi e garantire la sostenibilità a lungo termine del comparto suinicolo italiano.
Per chi fosse interessato, il testo completo dell'ordinanza firmata dal Commissario straordinario Giovanni Filippini è disponibile al seguente link
Glossario
- PSA: Peste Suina Africana – Malattia virale altamente contagiosa che colpisce i suini, letale per gli animali ma non trasmissibile agli esseri umani.
- Biosicurezza: Insieme di misure preventive adottate per ridurre il rischio di introduzione e diffusione di malattie infettive negli allevamenti.