Piano straordinario casa: Milano lancia la strategia per l’abitare accessibile

Piano straordinario casa: Milano lancia la strategia per l’abitare accessibile

Milano — Oggi la Giunta comunale ha aggiornato il Piano Straordinario per l’abitare accessibile, avviato nel 2024. L’obiettivo è concreto: 10.000 alloggi in dieci anni. I canoni sono fissati a 80 €/mq l’anno — circa 400 euro al mese per 60 mq — e sono pensati per lavoratrici e lavoratori con redditi tra 1.500 e 2.500 euro.

Il primo bando, previsto tra ottobre e novembre, riguarda l’area di via Demostene 10 (4.776 mq). La proposta valutata in linea dal Gruppo di Lavoro prevede 33 alloggi, 1.520 mq di verde pubblico e 1.237 mq di servizi e commercio di vicinato. Le manifestazioni d’interesse per le prime otto aree si sono chiuse il 28 maggio 2025.

«L’assessore Emmanuel Conte — con questa delibera, riaffermiamo la forte regia pubblica del Comune sulle politiche abitative: non deleghiamo, ma guidiamo. Milano ha bisogno di una strategia che orienti gli investimenti e costruisca valore sociale. Offrire alloggi in locazione a canone accessibile è una scelta di giustizia urbana. Vogliamo dare stabilità a lavoratrici e lavoratori che contribuiscono ogni giorno alla vita della città.»

Le linee guida introducono quattro strumenti operativi: un concorso internazionale comparativo per le aree da bandire; la valorizzazione del patrimonio pubblico (ERP e immobili inseriti nel PAVI), sottraendoli alla vendita; l’acquisizione di immobili pubblici da destinare all’edilizia sociale; la destinazione di porzioni di suolo a verde e funzioni pubbliche (tra cui via Betti, via Trevi, via De Notaris, piazzale Martesana e via Esterle).

Per ridurre incertezze e oneri imprevisti, il Comune affiancherà ai bandi indagini ambientali e verifiche economico-finanziarie svolte dagli uffici. L’obiettivo è selezionare proposte cantierabili, non idee difficili da realizzare.

Sul fronte del patrimonio vuoto, gli immobili ERP e gli spazi comunali attualmente sfitti saranno ristrutturati e ricollocati invece di finire sul mercato. Il primo intervento è previsto in via Trivulzio 18 (12 appartamenti), con un bando tra novembre e dicembre 2025. Nel triennio 2025–2027 sono programmati interventi di riqualificazione su 2.500 alloggi, finanziati con risorse comunali e variazioni di bilancio.

La prospettiva è metropolitana: il Progetto Sistema Abitare coinvolge Cologno Monzese, Gessate e Gorgonzola per recuperare aree dismesse e integrare l’offerta abitativa oltre i confini comunali.

Il Piano individua 21 aree per circa 300.000 mq complessivi. La più estesa è GFU Porto di Mare (144.264 mq). Per le prime otto zone sono già arrivate proposte; quella su via Demostene 10 è considerata coerente con gli obiettivi del Piano.

Il canone permanente si fonda sui quattro pilastri dell’inclusività abitativa — accessibilità, disponibilità, economicità e accettabilità — e traduce quei principi in criteri d’accesso e valutazione. Sul piano politico il progetto cerca un equilibrio: regole chiare, procedure competitive e monitoraggio pubblico per trasformare i numeri in cantieri e case reali.

Scarica il progetto (PDF)

Glossario

  • ERP: Edilizia Residenziale Pubblica — patrimonio abitativo destinato a politiche sociali e assegnazioni pubbliche.
  • PAVI: Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari — strumento che raccoglie immobili pubblici per possibili valorizzazioni o cessioni.
  • Canone accessibile: contratto di locazione a condizioni agevolate rispetto al mercato, con canoni permanenti stabiliti per legge o regolamento locale.
  • Progetto Sistema Abitare: iniziativa metropolitana per coordinare interventi di recupero e nuova offerta abitativa con i Comuni dell’area.
  • Concorso internazionale comparativo: procedura competitiva per selezionare progettisti e soluzioni progettuali a scala urbana.