Milano, primi risultati del Piano Aria e Clima 2022-2023

Milano, primi risultati del Piano Aria e Clima 2022-2023

Milano registra progressi concreti nella qualità dell’aria. Nel 2023 le concentrazioni medie annue di NO2 sono scese a 44 microgrammi per metro cubo, dai 64 del 2017. Tutte le stazioni hanno rispettato il limite della Direttiva Europea, un anno prima della scadenza fissata dal Piano, ha spiegato l’assessora all’Ambiente e Verde Elena Grandi: “Sfida in salita, ma la strada intrapresa è quella giusta. Necessarie politiche sovracomunali: l’inquinamento dell’aria non ha confini amministrativi”.

L’area a traffico limitato Area B ha avuto un ruolo decisivo. Tra il 2018 e il 2024, la riduzione degli ossidi di azoto è stata più rapida dentro la città rispetto alle zone esterne, confermando l’efficacia della misura.

Anche le polveri sottili hanno mostrato miglioramenti. Il PM10 è sceso a 32 microgrammi nel 2023, dal 40 del 2017, mentre il PM2,5 è passato da 29 a 21 microgrammi nello stesso periodo. Restano però sfide aperte. I nuovi limiti europei e i valori rivisti dall’OMS sono più restrittivi, e il trend delle polveri sottili non è stabile. Gran parte del particolato arriva da fuori città: circa il 75% del PM10 e oltre il 79% del PM2,5. Politiche locali come Area B funzionano, ma non bastano da sole. Servono azioni integrate a livello sovracomunale, che accompagnino estensione delle zone 30 km/h, aree pedonali e nuove piste ciclabili.

Il monitoraggio mostra anche una riduzione delle emissioni di CO2 dell’8,7% nel biennio 2022-2023, pari a un -32,9% rispetto al 2005. Hanno contribuito l’eliminazione progressiva del gasolio per il riscaldamento e la diffusione di geotermia e fotovoltaico. I dati suggeriscono che il target di riduzione del 45% entro il 2030 resta raggiungibile se le azioni continueranno con continuità.

Sul fronte climatico, le temperature estive continuano a crescere. Il Piano punta a limitare l’aumento entro 2°C al 2050, aumentando il verde e riducendo le superfici asfaltate. Se la città non cambia morfologia, il caldo potrebbe salire di 2,5°C. Il verde pubblico è cresciuto di 10,5 ettari dal 2017 al 2023, ma per rispettare gli obiettivi servirebbe aumentare la copertura arborea del 41% e depavimentare circa 100 ettari. Soluzioni complementari possono essere il verde sugli edifici, superfici riflettenti, ombreggiature e accesso a luoghi freschi.

"I risultati del monitoraggio confermano che la strada intrapresa è quella giusta – dice Elena Grandi, assessora all’Ambiente e Verde –. I valori in discesa di CO2, NO2, PM10 e PM2,5 dimostrano l’efficacia delle azioni avviate. Area B ha ridotto gli ossidi di azoto più all’interno che all’esterno della città. La nuova direttiva europea rende i limiti ancora più stringenti. Milano non può farcela da sola. L’inquinamento non ha confini amministrativi. Per contenere l’aumento della temperatura al 2050 entro 2°C dovremo aumentare la copertura arborea del 41%. È un obiettivo difficile che richiederà maggiori investimenti e programmazione sugli spazi pubblici.”

Glossario

  • Area B: zona a traffico limitato nel centro di Milano.
  • NO2: biossido di azoto prodotto da traffico e industrie.
  • PM10: particolato atmosferico fino a 10 micron.
  • PM2,5: particolato atmosferico fino a 2,5 micron.
  • Depavimentazione: rimozione di superfici cementificate o asfaltate per ridurre il calore urbano e favorire il verde.