Milano — A un mese esatto dall’intervento del Presidente della Repubblica sull’emergenza carceraria, la situazione resta ferma. Nessun provvedimento urgente è stato adottato dal Governo. Lo segnala in modo netto il Garante comunale di Milano, Francesco Maisto, che denuncia l’assenza di risposte concrete alle parole pronunciate da Sergio Mattarella lo scorso 30 giugno.
Il Capo dello Stato aveva parlato di “una vera emergenza sociale”, indicando il sovraffollamento, i suicidi in carcere e le condizioni strutturali fatiscenti come problemi non più rinviabili. Aveva chiesto interventi immediati per garantire diritti e dignità alle persone detenute.
Le condizioni peggiorano, i numeri parlano da soli
Secondo il Garante, a oggi si contano 45 suicidi tra i detenuti e 3 tra gli agenti della polizia penitenziaria. Le carceri continuano a essere sovraffollate. A Milano il tasso di presenze supera il 200% rispetto alla capienza regolamentare. Il personale è sotto organico, le strutture spesso prive di acqua ed elettricità, soprattutto al Sud. L’ondata di caldo ha peggiorato il disagio. Alcune associazioni, insieme all’Ordine degli Avvocati, hanno distribuito ventilatori ai detenuti più fragili. Ma restano problemi strutturali diffusi.
Le critiche alla politica e le richieste alla società civile
“Solo dichiarazioni e annunci irrealizzabili”, afferma Maisto. I 10.000 trasferimenti in comunità terapeutiche e altrettante misure alternative citate dal Governo appaiono irrealistiche nel breve termine. La costruzione di nuovi istituti o l’uso di moduli prefabbricati resta al momento un’ipotesi.
Per questo, la Conferenza Nazionale dei Garanti ha indetto per il 30 luglio una giornata di mobilitazione in tutto il Paese. L’appello è rivolto alle associazioni, agli amministratori locali, al Terzo Settore e agli ordini professionali: “Invitiamo tutti ad aderire, a organizzare iniziative parallele, a rilanciare l’appello del Presidente”, scrive il Garante comunale di Milano.
L’iniziativa della Conferenza Nazionale dei Garanti
La Conferenza dei Garanti ha diffuso un documento con toni netti: “Non c’è più tempo. Bisogna fermare la strage di vite e diritti nelle carceri italiane”. Viene citato ancora il Presidente Mattarella: “Le carceri non devono essere una fabbrica di criminalità”, ricordando che un detenuto reinserito è una garanzia di sicurezza per tutti.
Anche gli istituti penali minorili sono in difficoltà. Dopo l’entrata in vigore del Decreto Caivano, si è passati da 385 detenuti nel maggio 2023 a 586 nel giugno 2025.
La proposta di liberazione anticipata e l’appello finale
La Conferenza cita la proposta di legge Giacchetti sulla liberazione anticipata sociale come possibile strumento di alleggerimento immediato del sovraffollamento. L’idea di una riduzione semestrale di 75 giorni, da applicare in tempi rapidi, potrebbe già avere effetti tangibili. Ma serve una volontà politica reale.
“Bisogna intervenire, non subito, ma ora”, si legge nel documento. La Conferenza invita parlamentari e consiglieri regionali a entrare negli istituti penitenziari per vedere con i propri occhi le condizioni reali. “Venite e vedete, venite e ascoltate.”
CONFERENZA DEI GARANTI TERRITORIALI DELLE PERSONE PRIVATE DELLA LIBERTA’ — Prot. n. 8024 UGD Napoli, 14/07/2025 https://to5.me/s/a73 (PDF)
Glossario
- Sovraffollamento carcerario: presenza di più detenuti rispetto alla capienza regolamentare degli istituti penitenziari.
- Suicidi in carcere: eventi estremi che indicano un forte disagio psichico all’interno degli istituti.
- Carcerazione preventiva: detenzione prima della sentenza definitiva, applicata per evitare fuga o reiterazione del reato.
- Garante dei detenuti: figura istituzionale che tutela i diritti delle persone private della libertà.
- Liberazione anticipata: riduzione di pena concessa a chi mantiene buona condotta durante la detenzione.
- Detenuti indigenti: persone incarcerate prive di risorse economiche.
- Moduli prefabbricati: strutture temporanee utilizzate per ampliare la capienza delle carceri.
- Decreto Caivano: provvedimento legislativo che ha inasprito le misure verso i minori, causando un aumento dei detenuti minorili.
- Terzo Settore: insieme di enti no profit impegnati in attività sociali e civili.