Tre box in funzione. Due in via Pucci, alle docce comunali. Uno in via Saponaro, al centro di accoglienza. Servono a una cosa semplice: permettere a chi vive in strada di lasciare il proprio cane in un posto sicuro e accedere a servizi essenziali come docce, lavanderia o mensa.
Non è un’invenzione da laboratorio. È una risposta a un problema reale.
Il progetto si chiama “Amici di strada, compagni di vita”, l’ha promosso la fondazione Save the Dogs and other Animals. A Milano è partito grazie alla collaborazione con il Comune. I primi operatori che lavorano nelle strutture coinvolte hanno ricevuto una formazione: come usare i box, come aiutare l’animale a tollerare il distacco, cosa fare se c’è un’emergenza. Serve tutto. Serve subito.
Dieci box attivi in cinque strutture
Oltre ai tre già citati, ce ne sono altri sette. Tre al centro diurno Drop-in della Fondazione Somaschi, dove si accolgono persone senza dimora con problemi di dipendenza. Due nella sede di via Kramer di Opera San Francesco, due nel poliambulatorio e nello sportello farmaci di piazzale Velasquez, sempre sotto la stessa gestione. Tutti già in uso.
Una rete costruita sul campo
Non è un intervento isolato. I box fanno parte della coprogettazione per il contrasto alla grave marginalità, portata avanti dal Comune con una rete di enti del Terzo settore che ogni giorno lavorano sul territorio. È lì che si muove tutto: nei servizi, nei turni, negli spazi in cui si incrociano corpi, animali, bisogni.
“Lavoriamo ogni giorno – dice l’assessore al Welfare Lamberto Bertolé – per coinvolgere le persone senza dimora nei percorsi di reinclusione sociale. Aiutarli ad accedere a servizi essenziali come le docce o le mense, rimuovendo gli ostacoli che lo impediscono, ci aiuta a raggiungere il nostro obiettivo, tutelando allo stesso tempo i loro amici a quattro zampe: gli operatori e i volontari dei servizi potranno, infatti, verificare durante la loro permanenza nei box il loro stato di salute e istruire i loro padroni su eventuali interventi di cura necessari. La sperimentazione parte per la prima volta in un luogo pubblico e ci auguriamo possa essere estesa anche a contesti più complessi con permanenze più lunghe”.
“Un piccolo passo, ma carico di significato”
“Questo progetto – spiega Sara Turetta, presidente di Save the Dogs and other Animals – nasce dalla volontà di non lasciare indietro nessuno, nemmeno gli animali che spesso rappresentano l’unico legame affettivo per chi vive in strada. Grazie alla collaborazione concreta con il Comune di Milano e alle realtà del Terzo settore, stiamo costruendo una rete di accoglienza più inclusiva, che riconosce il valore insostituibile del legame tra persone e animali. È un piccolo passo, ma carico di significato: un modello replicabile che auspichiamo possa essere esteso anche ad altri servizi e città”.
Glossario
- box: struttura chiusa e sicura dove lasciare temporaneamente il proprio cane.
- centro diurno Drop-in: spazio aperto a bassa soglia, accessibile senza appuntamento, pensato per persone in grave marginalità, spesso con dipendenze.
- coprogettazione: metodo di lavoro condiviso tra istituzioni pubbliche e organizzazioni del Terzo settore per costruire servizi sociali insieme.
- docce comunali: servizi igienici pubblici offerti dal Comune, accessibili gratuitamente o con regole semplificate.
- Opera San Francesco per i Poveri: organizzazione milanese che offre accoglienza, cibo, cure mediche e altri servizi a chi vive in strada o è in difficoltà.
- Save the Dogs and other Animals: fondazione che si occupa di tutela e assistenza per animali, attiva in Italia e all’estero.
- senza dimora: persone che vivono in strada o in situazioni di accoglienza temporanea, prive di una casa stabile.
- Terzo settore: insieme di enti non profit che operano in ambito sociale, come cooperative, fondazioni, associazioni.