Quando arrivi a Gibellina, la prima cosa che noti è il silenzio. Poi, girando l’angolo, ti ritrovi davanti a un’immagine sorprendente: la città che si fa galleria. Fino al 20 agosto 2025, la quinta edizione di Gibellina Photoroad trasforma le vie in un museo a cielo aperto. Quest’anno il tema è “Senza tempo” e la direzione artistica di Arianna Catania guida un programma che anticipa la nomina a Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026.
Il festival in poche mosse
Non servono biglietti, basta camminare. Installazioni site-specific incorniciano piazze e palazzi. Fotografie di grande formato arrestano lo sguardo. Proiezioni serali accendono la Chiesa Madre. Incontri e workshop sparsi come riflessi di luce. Videomapping che ridisegna la facciata del Teatro di Consagra. Tutto gratuito, tutto all’aperto.
La rinascita di Gibellina
Ventotto anni dopo il terremoto del Belice, Gibellina si è rialzata. Architetti come Quaroni, Consagra, Purini e Thermes hanno ridisegnato la città. Oggi Gibellina è il più grande museo contemporaneo a cielo aperto d’Europa. Ogni angolo racconta una storia di ricostruzione e creatività.
Dove guardare
- Piazza Beuys: tra le colonne e le sedute, le foto di Paolo Ventura raccontano città che non finiscono mai.
- Baglio di Stefano: Alex Majoli con "Ozio" indaga i paesaggi misteriosi della Sicilia occidentale.
- Sistema delle Piazze: qui Mandy Barker svela l’invisibile in "Altered Ocean" e "UN:IT" esplora il patrimonio intangibile italiano.
- Chiesa Madre: la sera diventa schermo per "Nightlife at Pinnacle Mountain" di Éliane Excoffier.
- Teatro di Consagra: Balázs Turós immagina "The Nature of Things", un dialogo tra vita e memoria.
Gli artisti
Alex Majoli presenta "Ozio", un racconto per immagini sul paesaggio siciliano, al Baglio di Stefano.
Paolo Ventura porta "Una città quasi infinita", con fotografie che invadono Piazza Beuys e la facciata disegnata da Ungers.
Feng Li arriva con "Good Day", immagini surreali tra realtà e visione, installate in Piazza Beuys.
Mandy Barker espone "Altered Ocean", un lavoro sull’inquinamento plastico negli oceani, al Sistema delle Piazze.
Sempre al Sistema delle Piazze, l’anteprima nazionale di UN:IT, progetto fotografico sul patrimonio immateriale italiano UNESCO.
Rima Samman propone "Le bonheur tue", album familiare che racconta l’esodo dal Libano.
Hélène Bellenger e Tal Yaron portano "La Devorazione", performance-installazione sulla Cena di San Giuseppe.
Miriam Iervolino firma "Ánemos", un’indagine sulla memoria di Gibellina e il terremoto.
Il belga Arnaud Hendrickx sorprende con "Gibellina Shinkansen Station", visione sospesa tra Sicilia e Giappone.
Giulia Parlato e Donato Di Trapani presentano "Diachronicles", dove fotografia e suono si intrecciano in un racconto immersivo.
Rossella Palazzolo e Sergio Zavattieri creano "Erbario impossibile", tra botanica, fotografia e arte.
Esposte anche le opere dei 14 vincitori della Call 2023, che entreranno nella collezione permanente della Fondazione Orestiadi.
Il premio per l’installazione open air 2025 va a Balázs Turós con "The Nature of Things", un lavoro sul ciclo della vita.
Durante l’inaugurazione, la Chiesa Madre diventa schermo per Éliane Excoffier con "Nightlife at Pinnacle Mountain", in collaborazione con Rencontres de la photographie en Gaspésie.
Progetti partecipativi
"Singolare Plurale", ideato da Arianna Catania, coinvolge la comunità terapeutica Salus, bambini e adolescenti. I laboratori fotografici sono curati da Simona Ghizzoni, Arianna Catania, Melissa Pallini e Sofia Pagliaro, con il supporto di Polaroid e Nital. Le opere restano esposte fino al 2026.
La storia
Dal 2016 il festival ha portato a Gibellina oltre 150 artisti come Olivo Barbieri, Bruce Gilden, Mustafa Sabbagh, Tobias Zielony, Joan Fontcuberta, Moira Ricci. Alcune opere sono diventate permanenti.
Partner istituzionali: Ministero della Cultura, MAXXI, Triennale Milano, Pro Helvetia, Rai Cultura, ambasciate e istituti di cultura.
Glossario
- Baglio di Stefano: complesso architettonico che ospita la Fondazione Orestiadi e il Museo delle Trame Mediterranee.
- Fondazione Orestiadi: istituzione culturale con sede a Gibellina che promuove l’arte contemporanea e il dialogo tra culture mediterranee.
- Sistema delle Piazze: spazio urbano progettato da Franco Purini e Laura Thermes, simbolo architettonico della nuova Gibellina.
- Site-specific: installazioni artistiche progettate appositamente per un determinato luogo.