A Roma, negli spazi di Casa Vuota al Quadraro, debutta Sbocco, prima mostra personale di Andrea Rupolo. Venti anni, nato a Polistena e in formazione a Roma, l’artista espone dal 10 giugno al 14 settembre. L’allestimento si propone come un incontro forte fra pittura e ambientazione domestica.
Tele e spazi: un corpo che vive
Rupolo lavora su tele di grandi dimensioni, olio e tecniche miste, create nell’ultimo anno. Le opere non restano isolate: dialogano con muri, tracce, storie della casa. Installazioni site‑specific, anche un dittico di collografie su tessuto, fanno vibrare la relazione fra segno pittorico e segno architettonico.
La materia pittorica ha peso fisico: ricorda anatomie aggredite, macellazioni. È esplicita, non mediata: «Cerco di capire in che modo l’identità possa modellare la carne; perciò mostro una materia cruda, deforme e imparziale, che non appartiene a nessuno e diventa superficie disidentificata, portandola al limite della morte». Qui il colore non è ornamento, è battito, slancio, resistenza al vuoto degli spazi.
Movimento e carne
Il gesto è centrale. Rupolo parla del “movimento della materia”: ogni pennellata è impulso che trasforma forma e spazio. Le tele non rappresentano: agiscono, scuotono, mettono in tensione il corpo e chi osserva. Niente eleganza pittorica, ma materia molteplice che si sfalda o si riaggrega, tessuti che cadono e diventano nuove soglie.
Il curatore e la curatrice osservano: «Andrea Rupolo si esercita in una pittura informale che ha in sé la memoria del corpo. […] Materia che si ammassa ed esplode, dietro la spinta di altra materia». C’è in questa pittura un’urgenza giovanile: l’artista usa il corpo come mappa per costruire un’identità nomade, resistente a definizioni esterne.
Oltre lo schermo: scala e presa
In un’epoca dominata dal piccolo schermo, le opere salde e imponenti di Rupolo sembrano urlare. Cornici aperte, teli che sfuggono dallo spazio del quadro, colori che entrano nella stanza e ridefiniscono geometrie: la casa stessa diventa opera.
Di nuovo i curatori: «In un orizzonte tecnologico che vede tutto l’universo racchiuso nel piccolo schermo di uno smartphone, la ricerca di Andrea Rupolo ha uno slancio potente e antinarrativo». Le superfici acquisiscono spessore, le trasparenze creano vertigine. Ogni elemento – pennellata, segno, tessuto – diventa predisposizione al nuovo, invito attivo a riflettere sul rapporto fra materia, corpo e spazio-esperienza.
INFORMAZIONI TECNICHE
- Titolo: Sbocco
- Artista: Andrea Rupolo (2002, Polistena; vive a Roma)
- Dove: Casa Vuota – Roma, via Maia 12, int. 4A
- Quando: 10 giugno–14 settembre 2025
- Vernissage: 10 giugno 2025, ore 18:30‑21
- Visite: su appuntamento (cell. 392.8918793 – 328.4615638; email vuotacasa@gmail.com)
- Ingresso: gratuito
Glossario
- Collografia: tecnica di stampa che utilizza materiali in rilievo su una matrice per produrre immagini su carta o tessuto.
- Gestuale (pittura gestuale): approccio pittorico in cui il segno è frutto del gesto fisico dell’artista, spesso istintivo e ampio.
- Informale (arte informale): corrente artistica del secondo Novecento che rifiuta la forma e la figura riconoscibile, privilegiando la materia e il gesto.
- Site-specific: opera o installazione pensata per dialogare in modo diretto con il luogo in cui viene presentata.