Da sabato 5 aprile il Museo del Novecento riapre il percorso espositivo della collezione permanente, completamente rinnovato. Un intervento che non è solo estetico, ma che ridefinisce il modo di attraversare il museo. Ogni sala è pensata per far dialogare opere, architettura e spazio urbano. La visita si trasforma in un’esperienza continua, dove interno ed esterno si richiamano, anche grazie alla luce, ai materiali e alla disposizione degli ambienti.
Il progetto è parte di un rinnovamento più ampio che proseguirà in autunno, con i lavori sull’ingresso e sulla rampa di accesso, in vista del cantiere per la seconda torre dell’Arengario.
La galleria dedicata al Futurismo, prima sezione ad aver ricevuto l’intervento, accoglie il visitatore con una raccolta tra le più importanti al mondo. Al suo interno, opere provenienti da donazioni come quelle di Giuseppina Antognini e Francesco Pasquinelli, oltre alla Collezione Gianni Mattioli, in comodato.
Il percorso prosegue con le “Controverse modernità”, dove l’arte degli anni del fascismo mostra tensioni, slittamenti, risposte contrastanti alla crisi della modernità. A seguire, la sala monografica su Marino Marini apre un dialogo visivo tra le sue sculture e il panorama urbano: da un lato “Pomona”, dall’altro la Madonnina del Duomo. Lo spazio diventa scenografia, cornice e contenuto insieme.
La Sala Fontana ruota attorno alla celebre “Struttura al Neon”, ormai simbolo riconoscibile in piazza Duomo. Intorno, opere come “Il fiocinatore (Pescatore)”, la “Signorina seduta” e il “Busto femminile” completano il racconto visivo di Lucio Fontana.
In “Segno e materia [Anni 50-60]”, l’arte scultorea trova una presenza forte e dinamica. “Sfera n.5” di Arnaldo Pomodoro riflette l’ambiente circostante, mentre “Colloquio maggiore” di Pietro Consagra torna a essere osservato da una prospettiva frontale, come previsto dal suo autore.
Anche lo spazio dedicato a Enrico Baj gioca un ruolo preciso: si affaccia su piazzetta Reale, visibile anche di sera. “I funerali dell’anarchico Pinelli”, illuminata costantemente, è parte di un dialogo permanente con la città, come accade per la Sala Fontana.
Il racconto si sviluppa nella sezione Noveau Réalisme all’interno della galleria “Gesti e processi”. Il progetto di Christo, le fotografie di Ugo Mulas e la vista esterna sui portici arricchiscono l’esperienza, aprendo l’allestimento a un contesto più ampio.
Chiude il percorso l’opera “Lullaby” di Maurizio Cattelan, realizzata con le macerie del PAC distrutto dall’attentato del 1993. Un punto di passaggio che segna la fine del Novecento e l’ingresso nel presente. Con l’ampliamento dell’Arengario, saranno ospitati nuovi lavori di artisti internazionali, a proseguire un racconto che parte dal secolo scorso e arriva all’oggi.
Le fotografie di Ugo Mulas, inserite lungo il percorso, danno un contrappunto visivo che mostra il gesto creativo. Dai tagli di Fontana alle combustioni di Burri, le immagini documentano la costruzione dell’opera, il dietro le quinte del fare artistico.
L’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi, ha commentato così il nuovo allestimento e le due mostre in corso al Museo del Novecento: “Il nuovo allestimento della collezione permanente del Museo del Novecento restituisce alla città un percorso espositivo ripensato per valorizzare il dialogo tra le opere e con il pubblico – afferma l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi –. In questa cornice si inseriscono due mostre che testimoniano la ricchezza della storia artistica del Novecento e la sua eredità contemporanea: da un lato, ‘Rauschenberg e il Novecento’ esplora il legame tra l’artista americano e il panorama artistico italiano, mettendo in luce le connessioni con i movimenti d’avanguardia; dall’altro, l’esposizione dedicata ad ‘Artshow’ rende omaggio a una guida che, per oltre due decenni, è stata un punto di riferimento per il pubblico e gli operatori del settore. Due progetti che, insieme, raccontano il ruolo di Milano come crocevia dell’arte e della sperimentazione, oggi più che mai fulcro di una scena culturale internazionale. Un ruolo confermato anche dal Premio ACACIA: Adelita Husni Bey, l'artista vincitrice, con la sua opera ‘Briganti’ arricchisce la collezione del Museo, ribadendo l’attenzione della città verso la ricerca contemporanea”.
Le Mostre
Durante Milano Art Week si affiancano tre mostre principali:
Rauschenberg e il Novecento – Dal 5 aprile al 29 giugno 2025.
Otto opere entrano nel percorso permanente del museo, aprendo un confronto diretto con i temi e le ricerche del Novecento. Dalla guerra alla sperimentazione, i richiami formali e tematici si intrecciano con il Futurismo, passando attraverso le tensioni della modernità e arrivando alla galleria “Gesti e processi [anni 60-90]”.
Artshow (1986–2011) – Dal 5 aprile al 28 settembre 2025, nello spazio degli Archivi.
In mostra copertine, pubblicazioni e materiali originali della storica guida milanese all’arte contemporanea. Fondata e diretta da Giulio Ciavoliello, Artshow ha raccontato per oltre vent’anni le mostre e gli eventi d’arte della città.
Premio ACACIA 2025 – Adelita Husni Bey
Il Museo dedica uno spazio all’artista vincitrice del Premio ACACIA 2025. La sua opera entra a far parte della collezione pubblica del museo, portando un linguaggio attuale e un punto di vista incisivo sulle dinamiche sociali e culturali contemporanee.
Glossario
- ACACIA – Associazione Amici Arte Contemporanea Italiana.
- PAC – Padiglione d'Arte Contemporanea, Milano.
- Nouveau Réalisme – Movimento artistico nato in Francia nel 1960, legato all’uso di materiali di recupero e pratiche collettive.
- Futurismo – Avanguardia artistica italiana nata nei primi del Novecento, con focus su velocità, modernità e rottura del passato.
- Comodato – Formula di prestito gratuito con cui un collezionista concede un’opera a un museo.
- Collezione permanente – Insieme stabile delle opere di un museo, esposta regolarmente.