A partire dal 2 febbraio 2025 entreranno ufficialmente in vigore i divieti previsti dall’AI Act, il regolamento europeo che mira a regolamentare l’uso dell’intelligenza artificiale, con particolare attenzione ai rischi per la sicurezza e i diritti fondamentali. Tra le tecnologie bandite figurano il social scoring, la sorveglianza biometrica non autorizzata e l’uso di IA per manipolare il comportamento delle persone. Chi violerà le nuove regole rischia sanzioni fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato mondiale del gruppo, a partire dal 2 agosto 2025.
Cosa Prevede l’AI Act?
L’AI Act stabilisce norme chiare sui sistemi di intelligenza artificiale che possono rappresentare un pericolo per la società. Il regolamento introduce una classificazione basata sul rischio, vietando espressamente alcune pratiche considerate inaccettabili. L’obiettivo principale è proteggere i diritti umani, la privacy e la sicurezza dei cittadini europei, garantendo al contempo uno sviluppo responsabile dell’IA.
Sistemi di IA Vietati
L’articolo 5 dell’AI Act elenca le tecnologie considerate pericolose e quindi proibite nell’Unione Europea:
- Manipolazione subliminale: vietati i sistemi di IA che influenzano il comportamento delle persone senza il loro consenso consapevole, spingendole a prendere decisioni dannose per sé stesse.
- Sfruttamento delle vulnerabilità: proibiti gli strumenti che approfittano di condizioni personali, come età, disabilità o situazione economica, per manipolare il comportamento delle persone.
- Social Scoring: il divieto colpisce i sistemi che classificano le persone in base al loro comportamento sociale o a caratteristiche personali, influenzando negativamente le loro opportunità.
- Profilazione criminale: non sarà più possibile utilizzare IA per valutare il rischio che una persona commetta un reato basandosi solo su dati biometrici e caratteristiche personali.
- Riconoscimento facciale indiscriminato: vietata la raccolta di immagini facciali da internet o telecamere pubbliche senza consenso esplicito.
- Analisi emotiva in ambienti di lavoro e istruzione: stop ai sistemi che monitorano le emozioni di dipendenti e studenti, a meno che non siano utilizzati per motivi medici o di sicurezza.
- Inferenza di dati sensibili: non sarà consentito l’uso di IA per dedurre razza, orientamenti politici o sessuali, convinzioni religiose o filosofiche tramite dati biometrici.
- Identificazione biometrica in tempo reale: le forze dell’ordine potranno utilizzarla solo per scopi precisi, come la ricerca di persone scomparse o la prevenzione di attacchi terroristici.
Il Caso del Social Scoring
Uno dei divieti più significativi riguarda il social scoring, un sistema di valutazione delle persone basato su dati relativi al loro comportamento sociale. Questo modello, già in uso in alcuni Paesi, potrebbe portare a discriminazioni su larga scala, limitando l’accesso a servizi pubblici o opportunità lavorative in base a un punteggio attribuito dall’IA. L’Europa ha deciso di contrastare questa pratica per evitare derive autoritarie e garantire che nessuno venga penalizzato sulla base di un’analisi algoritmica della propria vita.
Implicazioni e Sanzioni
Le aziende e le istituzioni devono adeguarsi entro il 2 febbraio 2025, eliminando i sistemi vietati e garantendo la conformità alle nuove regole. Dal 2 agosto 2025, chi violerà i divieti potrà essere multato fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato globale, a seconda del valore più alto. Questo significa che le imprese devono rivedere i propri modelli di IA, implementare sistemi di trasparenza e garantire che le loro tecnologie rispettino i diritti umani.
Cosa Devono Fare le Aziende?
Per evitare sanzioni e garantire il rispetto del regolamento, le aziende dovranno:
- Analizzare i sistemi di IA in uso e identificare eventuali tecnologie vietate.
- Garantire la trasparenza nelle decisioni prese dall’IA, fornendo spiegazioni chiare sugli algoritmi utilizzati.
- Implementare sistemi di gestione del rischio, per assicurarsi che i modelli di IA rispettino le nuove normative.
- Formare i dipendenti sulle nuove regole e sui principi etici nell’uso dell’IA.
- Collaborare con le autorità di regolamentazione, segnalando eventuali rischi e adeguandosi agli standard richiesti.
L’Importanza dell’AI Act per la Privacy e i Diritti Umani
L’AI Act segna una svolta nella regolamentazione dell’intelligenza artificiale, ponendo l’Europa in prima linea nella tutela dei diritti fondamentali. Il regolamento non solo protegge i cittadini dai rischi di sorveglianza di massa e discriminazione algoritmica, ma promuove anche uno sviluppo tecnologico più etico e sostenibile.
Per garantire un futuro in cui l’IA sia al servizio delle persone e non un mezzo di controllo, è fondamentale che aziende, governi e cittadini lavorino insieme per un’applicazione corretta delle nuove norme.
Glossario
- AI Act: Regolamento europeo che disciplina l’uso dell’Intelligenza Artificiale, classificando i sistemi in base al livello di rischio.
- Dati biometrici: Informazioni personali ottenute tramite caratteristiche fisiche o comportamentali, come impronte digitali o riconoscimento facciale.
- Profilazione: Analisi automatizzata dei dati personali per prevedere comportamenti o caratteristiche degli individui.
- Scraping: Tecnica di raccolta automatizzata di dati da siti web o altre fonti digitali.
- Social scoring: Valutazione delle persone basata sul loro comportamento sociale, spesso usata per decisioni governative o aziendali.