Milano, gennaio 2025 – In una delle sale laterali della Triennale, una volpe impagliata fissa l’obiettivo. Le sue zampe poggiano su un tappeto di muschio sintetico, mentre lo sfondo sfocato lascia intravedere una foresta che non c’è. È una delle immagini di All things laid dormant, la mostra di Benedetta Casagrande (classe 1993) che dal 31 gennaio al 3 marzo 2025 trasformerà lo spazio espositivo milanese in un labirinto di domande scomode: come ci relazioniamo con le altre specie? E cosa resta di quel legame in un’epoca di estinzioni di massa?
La risposta di Casagrande non arriva attraverso sermoni ecologisti, ma con fotografie che mescolano poesia e ambiguità. Il suo lavoro, vincitore dell’undicesima edizione di Giovane Fotografia Italiana | Premio Luigi Ghirri, nasce da una ricerca lenta (slow research), metodo che l’artista applica da anni per esplorare i confini tra presenza e assenza, contatto e perdita.
Fotografia come ponte (e barriera)
Le 30 opere in mostra – stampate su carte vegetali o incorporate in installazioni con materiali riciclati – giocano con il paradosso della fotografia: mezzo che avvicina, ma cristallizza; documenta, ma allo stesso tempo sostituisce la realtà. In Nido vuoto, una serie di uova di plastica abbandonate in un bosco diventa metafora di un’ecologia spezzata. In Traccia 12, l’impronta digitale di un visitatore si sovrappone alla pelliccia di un orso polare, suggerendo un’impossibile complicità.
«Non cerchiamo risposte, ma nuove domande» spiega Ilaria Campioli, co-curatrice della mostra con Daniele De Luigi. «Benedetta usa la macchina fotografica come uno strumento di negoziazione: ci costringe a guardare ciò che spesso rimane ai margini del nostro sguardo».
Numeri e reti
Il progetto è sostenuto da una fitta rete istituzionale:
- Partner: Comune di Reggio Emilia, Triennale Milano, Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma
- Sponsor: Lavazza Group, Salone del Mobile.Milano
- Finanziamenti: Fondi europei della Regione Emilia-Romagna
La selezione per il Premio Ghirri è rigorosa: su 412 candidature nel 2024, solo 12 finalisti hanno esposto a Reggio Emilia prima della vittoria di Casagrande. Una giuria internazionale – tra cui Giovanna Calvenzi (Triennale) e Luce Lebart (Fotografia Europea) – ha premiato «la coerenza poetica e la capacità di rivelare connessioni invisibili».
Perché (non) andare
- Dove: Triennale Milano, viale Emilio Alemagna 6
- Quando: 31/01 - 03/03 2025, martedì-domenica 11-20
- Ingresso: gratuito il primo martedì del mese
La mostra non offre soluzioni, ma invita a una pausa. Come nella serie Dormienti, dove alghe fossili dialogano con circuiti elettronici, Casagrande chiede al pubblico di rallentare. Di osservare le crepe in cui sopravvive il dialogo tra umano e non-umano.
Glossario
- GFI: Acronimo di Giovane Fotografia Italiana, progetto per artisti under 35.
- Premio Luigi Ghirri: Riconoscimento annuale dedicato alla fotografia contemporanea.
- Slow research: Approccio artistico basato su osservazione prolungata e interazione con l’ambiente.
Nota: Le opere utilizzano materiali riciclati al 90%. La volpe impagliata proviene da un museo di scienze naturali chiuso negli anni '80.