Milano – Domani il Memoriale della Shoah di Milano apre le porte alla mostra “Marcello Maloberti. Tu sei la memoria della mia notte”, un percorso espositivo che intreccia arte e memoria in un dialogo potente. La mostra prende spunto dall'installazione permanente “Invitami notte a immaginare le stelle”, che dal 2023 accoglie i visitatori sulla facciata del Memoriale, suggerendo un filo invisibile tra la città e il ventre della stazione, tra il presente e un passato che non deve essere dimenticato.
Un ponte tra memoria e arte contemporanea
La collaborazione tra la Fondazione Memoriale della Shoah e il PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea, una nuova esperienza che ha dato vita ha un progetto che supera la dimensione espositiva. Maloberti, con il suo linguaggio visivo e poetico, espande la riflessione sulla memoria attraverso quattro nuove opere pensate appositamente per il Memoriale. Il percorso coinvolge il visitatore e lo pone di fronte a interrogativi profondi, senza offrire risposte preconfezionate.
Il valore della parola e l’eredità della memoria
“Questa mostra rappresenta un incontro profondo tra arte e memoria, tra passato e presente ” – afferma Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura di Milano. “Il lavoro di Maloberti non è una semplice commemorazione, ma un invito alla consapevolezza. Il Memoriale della Shoah è un luogo di testimonianza, e l’arte qui diventa uno strumento per rendere ancora più tangibile la connessione tra storia e futuro”.
Anche Marco Vigevani, presidente del Comitato Eventi della Fondazione Memoriale della Shoah, sottolinea il ruolo essenziale delle parole nel lavoro di Maloberti: “L’opera di Marcello Maloberti che accoglie chi arriva al Memoriale – commenta Marco Vigevani, Presidente del Comitato Eventi Fondazione Memoriale della Shoah -, ci ricorda con questa mostra l’importanza delle parole, viene da dire la loro ‘aura’, in un momento storico in cui corrono come forse non mai il rischio di perdere di valore. E in questo si ricollega fortemente alla parola chiave INDIFFERENZA, voluta da Liliana Segre all’ingresso”.
Un dialogo con Liliana Segre
Uno degli aspetti più significativi della mostra è il legame tra Maloberti e Liliana Segre. Il loro confronto ha dato origine a un’opera che si configura come un passaggio di testimone: la memoria non è un oggetto inerte, ma un impegno da raccogliere e tramandare. “Lavorare con la Senatrice Liliana Segre è stato per me un grande onore. Abbiamo creato insieme un’opera maestosa per ricordare gli orrori passati e soprattutto per non dimenticarli, affinché questi non vengano mai ripetuti. Il suo carattere forte e la sua tenacia mi affascinano, la sua esperienza ci aiuta a prendere consapevolezza ed amare ogni istante della vita ” – racconta Maloberti. “Le sue parole un ricordo, uno strumento per decifrare il presente. La sua lucidità e il suo coraggio nel raccontare il passato sono qualcosa di imprescindibile. Quest’opera non vuole solo ricordare, ma impedire che la storia venga riscritta con superficialità o dimenticanza”.
La mostra sarà visitabile fino al 16 marzo 2025 e culmina con un intervento di Segre, che affida al visitatore un messaggio chiaro: uscire dal Memoriale significa assumersi una responsabilità. La memoria è una scelta attiva, un impegno quotidiano.
Metal Panic al PAC: un altro volto di Maloberti
In parallelo, fino al 9 febbraio 2025, il PAC ospita “Metal Panic”, la più ampia esposizione mai dedicata a Maloberti. Qui l’artista ripercorre il proprio viaggio tra immagini, parole e installazioni che parlano di città, memoria, trasformazione urbana e sacralità del quotidiano. Due mostre complementari, due prospettive diverse sul suo linguaggio visivo e poetico.
Glossario
- Fondazione Memoriale della Shoah – Organizzazione che gestisce il Memoriale della Shoah di Milano, situato nell’area della Stazione Centrale da cui partirono i convogli verso i campi di sterminio nazisti.
- PAC (Padiglione d’Arte Contemporanea) – Spazio espositivo di Milano dedicato all’arte contemporanea, noto per ospitare mostre di artisti italiani e internazionali.
- Indifferenza – Parola simbolo voluta da Liliana Segre all’ingresso del Memoriale, per ricordare come l’indifferenza della società abbia permesso gli orrori della Shoah.