Oliviero Toscani e la sua eredità artistica e personale

Oliviero Toscani e la sua eredità artistica e personale

Oliviero Toscani ha attraversato decenni di cambiamenti culturali, lasciando un'impronta indelebile nella comunicazione visiva grazie alla sua sensibilità e al forte impatto sociale delle sue opere. Nato a Milano il 28 febbraio 1942 e scomparso a Cecina il 13 gennaio 2025, Toscani è stato uno dei fotografi e creativi italiani più influenti, trasformando la pubblicità in uno strumento capace di veicolare messaggi di grande rilevanza sociale.

Le origini e l'influenza familiare

Oliviero Toscani cresce in una famiglia di artisti e comunicatori. Suo padre Fedele, storico fotoreporter del Corriere della Sera, e sua sorella Marirosa, fotografa di architettura e design, influenzano profondamente il suo percorso. Toscani si avvicina alla fotografia sin da giovanissimo, pubblicando il suo primo scatto sul Corriere della Sera a soli 14 anni.

Dopo gli studi al liceo Vittorio Veneto di Milano, si forma presso la Kunstgewerbeschule di Zurigo, dove studia sotto Serge Stauffer e Karl Schmid, specialisti nell'arte e nella filosofia della comunicazione. Questa preparazione accademica si riflette in un approccio innovativo alla fotografia pubblicitaria e artistica.

Una carriera rivoluzionaria

Toscani avvia la sua carriera collaborando con riviste prestigiose come Vogue, Elle e Harper's Bazaar. Tuttavia, è nel settore della pubblicità che rivoluziona il linguaggio visivo. Le sue prime campagne per marchi come Algida e Jesus Jeans si distinguono per audacia e provocazione. Celebre la campagna "Chi mi ama mi segua", censurata ma iconica, che segna l'inizio di una serie di progetti destinati a rompere le convenzioni.

Nel 1982, la collaborazione con Benetton dà vita a campagne che sfidano temi cruciali come il razzismo, l'AIDS, l'omofobia e la pena di morte. Toscani trasforma la pubblicità in uno strumento per interrogare la società, dissolvendo i confini tra arte, comunicazione e attivismo.

Vita privata e legami familiari

Oliviero Toscani lascia sei figli, nati da tre matrimoni: Alexandre, Sabina, Olivia, Rocco, Lola e Ali. Alexandre, nato dal primo matrimonio con Brigitte, è il primogenito. Sabina e Olivia nascono dal secondo matrimonio con Agnete, mentre Rocco, Lola e Ali sono figli del terzo matrimonio con Kirsti Moseng. I rapporti con i figli, spesso segnati da distanza e riconciliazioni, raccontano una dimensione personale complessa che si intreccia con la sua instancabile attività creativa.

Fabrica e altre iniziative culturali

Nel 1994 Toscani fonda Fabrica, un centro internazionale per la ricerca e la comunicazione moderna. Situato a Treviso, in una struttura progettata dall'architetto Tadao Andō, Fabrica diventa un punto di riferimento per giovani talenti di tutto il mondo. Tra le altre iniziative, Toscani cura la rivista Colors, un progetto editoriale che riflette la sua visione globale e inclusiva.

Negli anni 2000, Toscani continua a esplorare nuovi linguaggi visivi, dirigendo campagne per RaRe e Nolita, affrontando temi controversi come l'anoressia e la sicurezza stradale. La sua capacità di creare immagini che provocano riflessione rimane costante fino alla fine della sua carriera.

La sua carriera principale

AnnoEvento
1965Diploma alla Kunstgewerbeschule di Zurigo
1973Campagna Jesus Jeans: "Chi mi ama mi segua"
1982Inizio della collaborazione con Benetton
1991Lancio della rivista Colors
1994Fondazione di Fabrica
2004Campagna "Non uccidere" sulla sicurezza stradale

Glossario

  • AIDS: Sindrome da immunodeficienza acquisita, una malattia virale che Toscani ha affrontato nelle sue campagne pubblicitarie.
  • Benetton: Azienda di moda italiana con cui Toscani ha collaborato per decenni.
  • Fabrica: Centro internazionale per la comunicazione fondato da Toscani.
  • Jesus Jeans: Marchio italiano noto per le sue campagne provocatorie.
  • Tadao Andō: Architetto giapponese che ha progettato la sede di Fabrica.