Video - Petroglifi del Pizzo Tresero: Scoperta Eccezionale nelle Alpi Lombarde

Video - Petroglifi del Pizzo Tresero: Scoperta Eccezionale nelle Alpi Lombarde

L’antico paesaggio alpino della Lombardia si arricchisce di un capitolo storico e artistico inaspettato. Ai piedi del ghiacciaio del Pizzo Tresero, nel Parco Nazionale dello Stelvio, sono stati rinvenuti petroglifi risalenti alla Media età del Bronzo, realizzati circa 3.600 anni fa. La scoperta, avvenuta grazie alla segnalazione dell’escursionista comasco Tommaso Malinverno, ha sorpreso storici e appassionati, suscitando un rinnovato interesse scientifico e culturale verso quest’area già nota per la sua biodiversità e il suo valore ambientale.

Il rinvenimento è il più alto d’Europa, situato oltre i 3.000 metri di altitudine, segno che, già in epoca antica, l’uomo frequentava territori di alta montagna. Le incisioni, posizionate strategicamente sopra il Passo di Gavia, si collegano idealmente con altri siti di arte rupestre della Valtellina e della Valle Camonica, riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1979. Questa scoperta è emersa in concomitanza con un altro ritrovamento di eccezionale importanza: un ecosistema fossilizzato di 280 milioni di anni fa, identificato nel Parco delle Orobie Valtellinesi, un segno tangibile dell’antichità geologica della regione.

Un Patrimonio di Interesse Storico e Scientifico

L’annuncio ufficiale, avvenuto a Palazzo Lombardia, ha coinvolto personalità di rilievo, come il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, l’assessore alla Montagna Massimo Sertori e vari esperti delle Università lombarde e della Soprintendenza. Fontana ha definito il ritrovamento come un elemento storico di straordinario interesse, evidenziando come queste montagne attraggano un pubblico vasto, che va oltre i soli appassionati della materia.

Massimo Sertori ha sottolineato come il Parco Nazionale dello Stelvio si configuri sempre più come un “libro aperto” di storia e biodiversità, in cui ogni nuova scoperta contribuisce a valorizzare l’eredità naturale e culturale della Lombardia. L’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso ha evidenziato l’importanza culturale di questi petroglifi, auspicando un potenziamento dell’attrattiva culturale delle aree di montagna e promuovendo l’idea di un museo archeologico dedicato.

La Scienza sul Campo: Collaborazioni e Ricerca

La prorettrice dell’Università di Bergamo, Elisabetta Bani, ha sottolineato il ruolo dell’università nel favorire un’analisi approfondita e un raccordo tra ateneo e territorio, fondamentale per una comprensione più ampia della storia locale. Stefano Morosini, coordinatore scientifico del Parco dello Stelvio e docente universitario, ha aggiunto che il Parco non si limita alla tutela dell’ecologia, ma è anche impegnato nella valorizzazione del patrimonio storico e archeologico, contribuendo a costruire una memoria culturale che possa essere tramandata alle future generazioni.

L’archeologo Stefano Rossi ha illustrato la particolarità del complesso di incisioni, che offre un nuovo punto di osservazione sul legame millenario tra l’uomo e la montagna. Spesso si pensa che l’alta montagna sia una conquista moderna, ma questi ritrovamenti confermano la frequentazione umana di queste aree già dall’antichità. Come suggerisce Rossi, l’area del Gavia costituisce un vero “osservatorio” naturale per studiare e comprendere la presenza umana nelle Alpi.

Un'Area di Arte Rupestre: Confini e Connessioni

I petroglifi del Tresero, situati su rocce levigate dai ghiacciai, sono posizionati lungo il margine occidentale del bacino glaciale e mostrano segni realizzati con tecniche che suggeriscono la presenza di mani diverse, probabilmente in periodi successivi. Questa scoperta si colloca al confine tra due delle più importanti aree di arte rupestre dell’arco alpino: le celebri incisioni della Valle Camonica e le manifestazioni rupestri della Valtellina, come la Rupe Magna di Grosio e le statue-stele di Teglio.

Ipotesi e Futuro della Ricerca

Alcuni segni di erosione visibili sulle rocce suggeriscono che, con l’avanzare del ghiacciaio circa 3.000 anni fa, parte delle incisioni originarie siano state cancellate. Questo potrebbe indicare che i petroglifi attuali rappresentino solo una parte di un più ampio complesso artistico, paragonabile in piccola scala al celebre santuario di arte rupestre del Monte Bego, sulle Alpi Marittime. Se questa ipotesi venisse confermata, si potrebbe trattare di un sito di culto che conserva preziose tracce di una lunga storia artistica e spirituale.

Glossario

  • Petroglifi: Incisioni realizzate su superfici rocciose a scopo artistico, simbolico o religioso.
  • Soprintendenza: Organismo statale italiano che sovrintende alla tutela del patrimonio culturale e paesaggistico.
  • Unesco: Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura, che assegna il riconoscimento di Patrimonio dell'Umanità.